Come risolvere i conflitti: a Como 900 mila euro da Fondazione Cariplo per "ConTatto"

Il progetto è dedicato alla mediazione e alla giustizia riparativa

Il quartiere di Rebbio (nella foto la chiesa), uno dei tre punti della provincia in cui agirà il progetto ConTatto

900 mila euro per trovare soluzioni di mediazione dei conflitti nei luoghi problematici o a rischio della provincia di Como.

Sono quelli che verranno erogati in tre anni da Fondazione Cariplo per il progetto ConTatto, presentato venerdì 20 ottobre 2017 in comune a Como.
Si tratta di un'iniziativa che punta a costruire una comunità riparativa sul territorio comasco, condizione perchè si renda possibile arrivare a una mediazione dei conflitti.

Il bando

Il progetto ha vinto nel 2017 il bando di Fondazione Cariplo "Welfare di comunità e innovazione sociale" e si è aggiudicato il contributo di 900mila euro. Le realtà partner sostengono i costi con risorse proprie per 757.671 euro e puntano a raggiungere altri 100mila euro grazie a donazioni.

In primo luogo sono stati coinvolti gli enti e le associazioni che da anni operano sul territorio lariano e che ben conoscono quali sono i punti e i luoghi critici. Dopodichè si è passati alla raccolta delle voci e dei contributi di chi vive quotidianamente quelle realtà, come ad esempio i parroci, gli assessori comunali, le scuole e altre figure adulte di riferimento.

Tre le aree da cui si partirà per questi interventi: il quartiere di Rebbio a Como, in cui gli abitanti sperimentano situazioni di trasformazioni sociali, la stazione di Lomazzo e l'area di Rovellasca, teatri di conflitti a bassa tensione ed estesi.

Le azioni concrete

Un esempio che ben spiega in cosa consiste il progetto lo ha fatto Gianpaolo Folcio, direttore dell'Azienda Sociale Comuni Insieme: "Abbiamo scoperto che a Rovellasca uno dei luoghi di maggiore conflittualità sono i condomini: l'assessore di riferimento del comune ha promosso un servizio di portineria sociale. Al progetto ConTatto il compito di sostenere l'idea, che però è emersa sul posto, dalle persone che vivono quelle situazioni. Ci sarà, dunque, un operatore che andrà nel condomino critico a parlare di volta in volta degli argomenti spinosi, cercando di risolvere i conflitti".

Ovviamente l'operatore sarà appositamente formato sulla mediazione e potrà fare un intervento professionale.

Altra novità è il fatto che la "soluzione" del conflitto non è calata dall'alto o imposta, ma emerge dalle proposte e dalle idee delle persone realmente coinvolte nella situazione problematica.

Como fa da apripista in Italia su questi temi: sono pochissimi, infatti, i comuni che si dedicano a questi aspetti e l'unicità lariana sta proprio nella dimensione così estesa del progetto che coinvolge anche due università.

Il gruppo ConTatto è composto, infatti, dal comune di Como (ente capofila), Azienda Sociale Comuni Insieme (ASCI), il Centro Servizi Volontariato, So.Le.Vol di Lecco, Università dell'Insubria, Università di Bergamo, associazione il Gabbiano onlus, la cooperativa Lotta all'Emarginazione, l'associazione per la Ricerca Sociale, ForMattArt, consultorio Icarus, Questa Generazione e il consorzio di cooperative Concerto, cui si aggiungono a sostegno altri enti del territorio comasco.

I contesti

Diversi gli ambiti in cui il progetto andrà a intervenire.

Innanzitutto i contesti urbani (quartieri, stazioni, ecc.), poi le scuole di primo e secondo grado di Como e del distretto di Lomazzo-Fino Mornasco con laboratori e interventi per creare una cultura del dialogo che spenga la violenza e migliori le relazioni; infine nei servizi dell'amministrazione della giustizia e in quelli che si occupano del recupero degli autori di reato per diffondere la cultura della giustizia riparativa. 
In questo ambito un ruolo di primo piano verrà conferito alle vittime di reato: lo scopo è quello di farle emergere dalla solitudine in cui piombano dopo aver subito un fatto negativo, ascoltarle e aiutate nelle loro necessità.

Il progetto è sperimentale e durerà 3 anni, fino a marzo 2020: "Fondazione Cariplo in questi anni con i suoi bandi ha fatto sperimentazione - ha spiegato Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo -di un modo diverso di fare welfare. Se c'è un problema apparentemente irrisolvibile noi ci impegniamo a trovare una soluzione. Solo chi sperimenta rischia. Se questo progetto avrà esito positivo, sarà giusto chiedere che ci sia poi un impegno a livelli più alti per portare avanti questa strada".

fondazione cariplo-2

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