La "notte ingiusta" dei senzatetto di Como: un uomo dorme sul bagnato

Sotto il portico dell'ex chiesa di San Francesco

"Lui è chiamato Copertina perché non si separa dalla sua coperta,  mai. Non parla, mai. È un ragazzo con fragilità psicologica notevole. Ora sta dormendo nell'acqua, non si riesce a spostare ne a coprire. Non dovrebbe stare per strada. Nessuno dovrebbe stare per strada. E' il simbolo di questa prima ingiusta notte". 

Sono le poche righe che accompagno l'invio di questa fotografia mandata dall'associazione ComoAccoglie a tutte le testate locali per raccontare la notte - quella del 29-30 aprile 2018 - in cui numerosi senzatetto si sono riversati di nuovo all'aperto per dormire dopo la chiusura delle ultime tende che erano state allestite in via Sirtori per tamponare l'emergenza freddo.

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Il problema dei clochard, sia italiani che stranieri, sembra tornare prepotentemente a farsi vedere palesandosi agli occhi della città, visto il dormitorio all'aperto che ogni notte compare sotto il portico dell'ex chiesa di San Francesco, in centro città.

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