Piccoli piloti crescono: Giulio e Gabri, le promesse del motociclismo targato Como

Ore e ore di allenamento, fatiche, cadute e passione, seguiti dai loro papà in lungo e in largo per l'Italia

Sono giovanissimi, appassionati e un po' spericolati, ma sopratutto sono bravi. Giulio e Gabriele vanno forte, non c'è che dire, e forse un giorno grazie a loro anziché parlare di Tavullia - il paese di Valentino Rossi - sentiremo parlare di Lipomo e Colverde, dove abitano i due piccoli piloti comaschi del Team Lario Corse.


Due o tre allenamenti a settimana e i week-end trascorsi lontano da casa per le gare. Sembra la vita di un pilota professionista, invece parliamo di due bambini di 9 e 11 anni. Si sono conosciuti alla scuola di guida fondata dal padre del campione Jorge Lorenzo a Montano Lucino. I due papà, Renato Di Napoli e Andrea Masarati, hanno pensato di unire le loro forze e la passione per lo sport dei figli fino al punto di fondare un team per fare gareggiare i due pilotini a livelli agonostici. Ed eccoli, dopo anni trascorsi sulle piste ad allenarsi, correre per scalare le vette di quello che, forse, è uno dei mondi sportivi più difficili ed elitari, dove davvero c'è spazio solo per i migliori.

Giulio, a 2 anni e mezzo su una moto (con le rotelle)

Ha iniziato davvero giovanissimo Giulio, a un'età in cui non si sa nemmeno correre bene sulle proprie gambe. "A due anni e mezzo - racconta papà Renato - è salito sulla prima moto con le rotelle e a tre anni veniva già a spasso per i boschi con me". Poi la voglia di andare sempre più forte: "A 5 anni è salito sulla minimoto senza nessuna pretesa e per il solo divertimento, cominciando ad allenarsi appena possibile. Dopo qualche gara di minimoto nella Polini Cup e molto divertimento è salito sulla sua prima miniGp cominciando gli allenamenti più seri e cadenzati alla Lorenzo School di Como guidando una moto a marce a poco più di 7 anni.

Guarda Giulio mentre sfreccia in pista

La "carriera" di Giulio procede ancora, con un nuovo balzo in avanti. Nel 2018, a 8 anni, ha partecipato al CNV, campionato Italiano MiniGP ben conosciuto a livello internazionale, in cui partecipano anche atleti stranieri. Dopo aver combattuto con “ragazzini” anche di 12 anni di età, ha concluso al sesto posto (circa metà classifica della selettiva "Nord"). Dalla prima gara dove ha sofferto il distacco degli avversari e l’inesperienza, è passato a “girare” con i tempi dei primi tre in classifica in soli 4 mesi. E dalla prossima stagione gareggerà insieme al suo compagno di squadra Gabriele Masarati nel campionato CNV, categoria Ohvale 110 4 marce.

Gabrigas, a 3 anni su una motard a benzina

L'avventura di Gabriele inizia per gioco, alla tenera età di 3 anni, con un motard a benzina. Complice, senz'altro, la passione del padre per le moto che come un patrimonio genetico si è trasmessa al figlio. E sarà proprio papà Andrea il suo primo meccanico quando si cimenterà nelle prime vere competizioni. "Dalla motard è passato a una Polini - racconta il padre di Gabriele - e dopo aver compiuto sei anni ha partecipato al campionato italiano trofeo Polini, guadagnandosi il quarto posto su trenta piloti". Ed è a questo punto che si guadagna il soprannome di Gabrigas. 

Guarda come corre Gabrigas

Poi il passaggio a ruote ancora più grandi: così inizia l'esperienza con Ohvale. I duri allenamenti alla Lorenzo School lo portano a farsi notare e nel 2018, grazie all'aiuto e al supporto ricevuto da alcuni sponsor comaschi si iscrive al Campionato CNV, campionato nazionale di velocità firmato Motoasi. Gabriele partecipa senza l'aiuto di un meccanico esperto e si affida all'esperienza del padre: su ventisette piloti alla finale nazionale si classifica quinto.

Il difficile mondo dei baby piloti

Anche se sono bambini la fatica e i duri allenamenti che devono affrontare ogni settimana sono tanti. Non si tratta solo di salire sulla moto e dare gas. "C'è molto di più - spiega Andrea Masarati - ci sono le trasferte lontane da casa, a volte per tre o quattro giorni di fila, e poi c'è un grande spirito agonistico tra i bambini, e un po' anche tra i genitori. E' un ambiente senza dubbio particolare, dove c'è anche tanta invidia, ma solo perché tutti vogliono vincere". E poi c'è l'ansia, quella dei genitori: "Ogni corsa è una scarica di adrenalina, forse più per noi papà che li guardiamo da fuori, ma questa è una passione che coinvolge tutta la famiglia". E se c'è una cosa di cui tutti sono sicuri a casa Masarati e a casa Di Napoli è che Gabriele e Giulio da piccoli piloti vogliono diventare "grandi". E ce la metteranno tutta.

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