Nuovo cimelio al Museo del Ghisallo: donata la bici di Guido Bruno, campione comasco di stayer

Grande lavoro di restauro della bicicletta risalente al 1927: la storia

Mino e Marinella Bruno, figli di Guido, con la bici donata al Museo del Ghisallo

Grande emozione sabato 27 ottobre 2018 al Museo del Ciclismo -Madonna del Ghisallo di Magreglio che ha un cimelio in più: è stata infatti donata al museo la bicicletta da stayer di Guido Bruno, campione italiano di velocità in pista dietro motore nel 1926. Bruno, nato a Milano nel 1904 e scomparso negli anni Novanta, si è trasferito a Como per sposarsi nel 1927 e da allora ha sempre vissuto sul Lario.


Una bicicletta che ha una storia speciale non soltanto perchè è appartenuta a un grande campione, come ha raccontato durante la cerimonia il figlio di Guido, Mino Bruno: "Da quando ero ragazzino ho sempre visto questa bici appesa nella sede dell'U.C. Comense (di cui il campione è stato presidente per anni, ndr), presso lo stadio Sinigaglia da cui poi siamo stati sfrattati. Quella bicicletta, che risale al 1927, è finita in garage finchè mio figlio non mi ha chiesto cosa volessi farne. Allora ho deciso di restaurarla".

Più facile a dirsi che a farsi dal momento che trovare i pezzi originali al giorno d'oggi non è certo impresa facile: "Ricostruire tutto è stata una lotta impressionante- racconta ancora Mino Bruno- perchè non si trovano più sul mercato le ruote, soprattutto quella davanti che è più piccola. Il mio amico Delillo ha fatto di tutto per trovarle. Un suo amico ne aveva a casa due molto conciate. La ruota davanti si poteva gonfiare un po' ma poi si sgonfiava subito, quella dietro era marcia. Mi sono impuntato per trovare un sistema per tenere le gomme gonfiate - ha continuato- ho fatto varie prove e alla fine ho trovato un sistema per indurire le gomme grazie a un materiale espanso che si è solidificato. Questa è la prima bici del museo che non avrà mai le gomme sgonfie. E' rimasta originale al 100% e ha quindi un grande valore intrinseco. Oltre al valore speciale - sottolinea emozionato Mino- perchè quando l'ho toccata ho pensato che mio padre ha stretto chissà quante volte questo manubrio. Anche la sella è speciale, sotto c’è una sella di cuoio normale da pista, ricoperta con un soprasella cucito a mano per creare più morbidezza perché quando vai a 70 all’ora sulle piste in cemento prendi tanti colpi. E poi nella ricerca per restaurarla ho ritrovato un mucchio di miei vecchi amici. Sono molto contento", ha concluso.

Parole di apprezzamento e ringraziamento anche dal presidente del museo Antonio Molteni: "Per noi è un bel cimelio", ha detto. Nel Santuario della Madonna del Ghisallo è conservata la maglia di Bruno, ricollocata al suo posto, dopo una strenua lotta del figlio Mino, in seguito alla rimozione qualche anno fa. Proprio a Guido Bruno, tra l'altro, insieme all'allora parroco di Magreglio don Ermelindo VIganò risale l'idea di fare della Madonna del Ghisallo la protettrice dei ciclisti.

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