Villa Carlotta: la meraviglia dei colori d'autunno

L'incanto del foliage nel parco di uno dei gioielli del Lago di Como

Villa Carlotta

Ed eccoci qui, siamo arrivati a quel meraviglioso periodo dell’anno in cui miti giornate di sole ci regalano paesaggi dolcissimi, riscaldati dalle tiepide tinte che le piante assumono per prepararsi alla stagione fredda. Sul Lago di Como si può osservare come il fenomeno del foliage avvenga prima nella parte alta dei versanti che portano al lago, laddove i pascoli estivi sono già in riposo, e poi la progressione cromatica raggiunga il livello del lago, man mano che l’autunno avanza. Per molti di noi questo è un periodo magico, in cui i flussi turistici si riducono e possiamo rallentare la corsa, godendoci la straordinaria bellezza dei nostri luoghi, passeggiando nelle faggete, i boschi più comuni sul territorio lariano. Villa Carlotta non è da meno rispetto ad un bosco di latifoglie che si prepara all’inverno: anzi, la presenza di numerose specie diverse, alcune non originarie di queste zone, fa sì che tra queste siano presenti alberature in cui il fenomeno della coloritura delle foglie si mostri in maniera più vivace.

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Ma a cosa è dovuto questo cambiamento di colore?

Le piante, sofisticati organismi in equilibrio con il mutare delle stagioni, percepiscono l’abbassarsi delle temperature e il diminuire delle ore di luce: è in quel momento che la produzione di clorofilla, il pigmento che conferisce colore verde alle foglie, rallenta fino ad arrestarsi. Le sostanze organiche presenti nelle foglie stesse vengono quindi trasferite nelle radici (lo spreco deve essere ridotto al minimo!) e le foglie, perdendo il verde della clorofilla, ci mostrano i colori che durante la bella stagione vengono nascosti dal pigmento fotosintetico: si tratta dei carotenoidi, responsabili dei colori giallo e arancione. Un altro gruppo di pigmenti, le antocianine, vengono prodotti proprio in questo periodo e sono responsabili della colorazione rossa delle chiome di molte piante, ad esempio nel nostro parco potete ammirare la bellissima Nyssa sylvatica posta sulla terrazza lago ovest della villa e il Liquidambar styraciflua che si trova nei pressi della vasca di raccolta dell’acqua per l’irrigazione, vicino all’area picnic e in cima alla valle delle felci.

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Perchè vengono prodotti in questo periodo dell’anno?

Il dibattito è ancora aperto presso la comunità scientifica: alcuni, infatti, sostengono che le antocianine vengano prodotte perché alle piante serve la loro azione antiossidante, che le protegge dai rigori della stagione invernale; altri invece asseriscono che il rosso attira gli uccelli, che devono nutrirsi dei semi e disperderli nell’ambiente con le feci. Altri ancora, invece, sospettano che questo colore accumuli la radiazione solare riscaldando parzialmente le foglie per farle funzionare per un maggior periodo di tempo (le foglie lavorano per trasformare l’energia del sole in zuccheri, che costituiscono la fonte di energia per la pianta).

L’ipotesi che ci sembra più probabile, invece, attribuisce alle antocianine una funzione di schermo, che proteggerebbe le foglie ormai povere di clorofilla dalla radiazione solare, evitandone l’invecchiamento precoce e la caduta anticipata, non consentendo all’albero di immagazzinare le sostanze nutritive ancora presenti spostandole dalle foglie alle radici. La cosa è stata provata grazie all’ottenimento di mutanti che non fossero in grado di produrre antocianine: ebbene, queste piante hanno perso le foglie molto prima delle piante normali appartenenti alla stessa specie, e hanno immagazzinato nelle radici molti meno nutrienti.
La funzione di schermo solare delle antocianine è riscontrabile anche in alcune piante che producono questi pigmenti nelle foglie giovani, che sono ancora delicate e rischierebbero di essere danneggiate dalla forte luce primaverile. E’ così, ad esempio, negli aceri giapponesi, nelle fotinie e in tante altre specie.
Insomma, anche nel regno vegetale — e forse ancora di più che nel regno animale, dato l’handicap che le piante hanno di esser immobili — avere una strategia è fondamentale per la sopravvivenza.

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