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L'immigrazione romena in Italia, un modello per le altre comunità straniere

Piazzetta Venosto Lucati, 1 · Como

La vice prefetto Iaione, intervenuta ai festeggiamenti per i cento anni dall’unione della Romania, parlando del libro “Come Fratelli”, elogia il livello d’integrazione raggiunta dalla comunità Romena Comasca e la propone come modello per le altre etnie. Lo scorso primo dicembre presso la biblioteca comunale di Como si sono tenuti i festeggiamenti per i cento anni della Grande Unione Romena. L’evento organizzato dall’associazione San Lorenzo dei Romeni e dalla parrocchia ortodossa di Como “Santo Grigorie Palama” ha visto la presenza di una prestigiosa rappresentanza di autorità civili e religiose, fra le quali ricordiamo il dirigente alla cultura del comune di Como l’avv. Maria Antonietta Marciano; la dottoressa Eva Iaione , vice prefetto della provincia di Como per i Diritti Civili, Cittadinanza, Condizione Giuridica dello Straniero, Immigrazione e Diritto D'Asilo ; Mons. Pio Giboli, canonico del capitolo cattedrale presso la Chiesa Cattedrale; il sig Roberto Bernasconi, diacono permanente, direttore della Caritas di Como e, ovviamente, Padre Cristian Prilipcianu, parroco della parrocchia ortodossa di Como e “padrone di casa”. I festeggiamenti prendono l’avvio dalla donazione di libri sulla Romania alla biblioteca comunale e si sono aperti alla presenza di un pubblico misto italiano e romeno, con gli inni nazionali Romeno e Italiano, eseguiti dal coro dei giovani della parrocchia “Santo Grigorie Palama”. Un momento toccante che ha sottolineato il sentimento di unità e vicinanza di entrambe le cittadinanze presenti. La discussione ha preso le mosse dal richiamo storico dell’unificazione della Romania, avvenuta proprio il primo di dicembre del 1918, ma presto si è diretta verso l’attuale situazione della Romania, membro entusiasta dell’unione Europea e della comunità romena residente in Italia. Pretesto è stato il titolo evocativo de libro “Come Fratelli” di Irina Niculescu e Marian Mocanu. Gli interventi dei prestigiosi relatori hanno tutti sottolineato esperienze personali e istituzionali che confermano una vicenda di successo: una comunanza di valori che ha reso possibile la fratellanza richiamata nel volume in presentazione. Anche le autorità religiose lo hanno confermato, parlando di chiese sorelle, quella cattolica e quella ortodossa, che nonostante le differenze sanno operare in armonia. Dello stesso tenore anche gli interventi dell’avv. Marciano e della vice prefetto dott.ssa Iaione. Quest’ultima in particolare, riconoscendo le affinità culturali e valoriali e l’eccellente risultato del processo d’integrazione dell’immigrazione Rumena, si è chiesta se questa possa essere un modello anche per altre nazionalità. I festeggiamenti si sono conclusi con canti e danze in costume popolare e sono state seguite da un momento conviviale offerto dall’associazione San Lorenzo dei Romeni. Diego Garassino.

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