Anche a Como è esplosa la Bubble Tea mania

I ragazzi vanno matti per le bolle cinesi da masticare

Il Bubble Tai Wan di Como

Si chiama bubble tea ed è una bevanda ideata a Taiwan negli anni Ottanta. Il nome di certo incuriosisce, perché come tutti sanno bubble significa bolla ed è un termine comunemente associato alla gomma da masticare con cui fare palloncini. Anche a Como tra i ragazzi è esploso il boom.

In particolare il Tai Wan Bubble Tea di piazza Sant'Agostino è gettonatissimo soprattutto tra gli studenti di ogni età. Una vera e propria mania che anche in città sembra aver sostituito non solo bevande gettonatissime come la coca-cola ma anche frullati e gelati. Insomma un'altra "diavoleria" cinese che sta conquistando almeno il gusto dei giovannissimi. 

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Non si beve soltanto, ma si mastica: uno snack in piena regola 

Che c’entra, dunque, con il tè? Presto detto: il bubble tea originario è a base di tè nero, latte e perle di tapioca, di consistenza gelatinosa, caratterizzate da un gusto che per certi versi ricorda vagamente la liquirizia. La tapioca è gluten free, quindi via libera anche per i celiaci. Rispetto agli esordi sono state aggiunte numerose varianti, tuttavia il comune denominatore è sempre quello: il bubble tea non solo si beve, ma si mastica. È uno snack drink in piena regola. Gli occidentali l’hanno scoperto da poco e ne sono già innamorati: gli americani sembrano non poterne più fare a meno e adesso anche i tedeschi sono sulla buona strada.

Il tè

I tipi di tè più richiesti sono l’Earl Grey, il matcha e quello al gelsomino. Il tè alla pesca e il passion fruit tea, invece, risultano molto gettonati durante la stagione estiva perché particolarmente rinfrescanti. Oltre all’abbinamento con il latte, funzionano quelli con lo yogurt, vari succhi di frutta e il gelato in estate. Per preparare alcuni bubble tea si ricorre alla crema in polvere, un succedaneo da evitare. A seconda dei gusti, il bubble tea può essere servito caldo oppure freddo.

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Il topping

Per quanto riguarda i topping, al posto della tapioca spesso si utilizzano i popping boa, perle trasparenti ripiene di sciroppi. In entrambi i casi, queste golose palline si depositano sul fondo del bicchiere ed è d’obbligo schiacciarle coi denti e succhiarle (rigorosamente con una cannuccia sufficientemente larga), per sentirle esplodere in tutta la loro dolcezza. Un altro tipo di topping prevede striscioline di gelatina dolce aromatizzata oppure pezzetti di frutta: è il caso del bubble tea preparato con acqua di cocco.

Come si prepara?

Bisogna prima lasciarle a bagno in acqua fredda per una decina di minuti, quindi si portano a ebollizione 7 parti di acqua per ogni parte di tapioca (per esempio 7 tazze per una tazza), si versano le perle e si fanno cuocere fino a quando diventano traslucide (occorre circa un quarto d’ora); a questo punto si spegne il fuoco, si copre la pentola e si fanno riposare le perle per una decina di minuti. Trascorso questo tempo si scolano, si mettono in un contenitore e si coprono con dello sciroppo di frutta. Dopo aver preparato il proprio tè preferito, lo si versa nello shaker con un po’ di latte, si scuote con o senza ghiaccio, si trasferisce in un bicchiere alto nel quale sono state precedentemente messi alcuni cucchiai di perle con lo sciroppo.

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Una nota dolente: le calorie

L’esperienza va fatta, questo è fuor di dubbio, tenendo però presente che le calorie abbondano. I più ferventi detrattori sottolineano che i bubble tea hanno quantità di zucchero troppo elevate e quelli proposti dagli esercizi commerciali presentano anche un’alta concentrazione di coloranti, conservanti e additivi. In linea di massima, un bicchiere da 200 ml contiene dalle 300 alle 500 calorie. Però esiste anche una versione con zero calorie, ovvero priva di zucchero e con semi di chia al posto della tapioca. A chi desidera un’opzione che conservi il buon livello nutritivo, nonostante l’assenza di zucchero, consigliamo il matcha bubble tea. Il matcha è ricco di vitamine, minerali, polifenoli; è il tè con la maggior percentuale di antiossidanti (anche superiore a quello verde); si sposa perfettamente sia con il latte organico che con quello di mandorle. Anche in questo caso, a fare da topping sono i semi di chia.

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