A Senna Comasco il primo censimento alimentare: i risultati

Qualche buona abitudine, ma molte cattive

Cibo a tavola

Qualche buona abitudine, soprattutto quelle in linea con la tradizione alimentare, e molte meno buone, in genere di più recente acquisizione, spesso causa dei disturbi più diffusi tra la popolazione: si riassumono così i risultati del censimento alimentare che ha coinvolto l'intera comunità di Senna Comasco, illustrati ieri sera, mercoledì 31 gennaio, alla popolazione.

Il peso crescente dell'alimentazione nei disturbi più comuni e la forte influenza delle abitudini alimentari nelle situazioni croniche che emerge nel confronto quotidiano tra cittadini e operatori sanitari, ha spinto la Farmacia Tagliabue di Senna Comasco, in collaborazione con il Comune, la Scuola Primaria e i medici di base, a realizzare una raccolta metodica dei dati sulle abitudini alimentari e di vita della popolazione di Senna Comasco.

È il primo censimento alimentare italiano realizzato con queste caratteristiche, al quale faranno seguito nuove indagini periodiche.

L'iniziativa è partita nel 2016, e i questionari erano composti da 70 domande articolate su ritmi dell'alimentazione quotidiana, tipologia e frequenza dei cibi, stile di vita, condizione fisica, principali disturbi. Il 25% dei 3.181 abitanti di Senna Comasco ha risposto.

Non mancano aspetti positivi, ma le regole tanto raccomandate da nutrizionisti e dietologi sono poco ascoltate. Anche se di stretta misura, la cena è il pasto principale della giornata al di là di ogni regola di buona alimentazione. Lo spuntino mattutino, momento ritenuto importante da tutti i nutrizionisti, crolla dall'87,6% della fascia 2/10 al 37,2% della fascia 21/30.

Il consumo della carne resta elevato, con il 78% di intervistati che la consuma più volte la settimana. Solo il 20% lo fa raramente. Basso il consumo del pesce: il 54% non lo consuma mai o raramente, anche se il 43% lo fa più volte nella settimana.

La verdura, insieme alla frutta, è raccomandata in almeno 5 porzioni quotidiane: ma ben il 37% dichiara di consumarla solo qualche volta e solo il 45% della popolazione la inserisce metodicamente in ogni pasto.

Inoltre si consuma poca acqua, con il 39% della popolazione sotto il litro quotidiano. Problematico anche il dato sulle bevande gassate, usate più volte la settimana, e anche tutti i giorni, dal 21%, con punte del 25% per la fascia 11/20.

Per quanto riguarda gli stili di vita, solo un terzo della popolazione pratica costantemente l'attività sportiva: i più regolari sono nella fascia 11/20 (67%), seguiti dalla fascia 2/10 (63,7%). Dai ventuno anni in poi l'attività si dimezza, ma in compenso il 48% della popolazione mangia davanti alla TV.

A questi stili di vita, e di alimentazione, sono prevalentemente legati i disturbi più diffusi: il mal di testa, segnalato dal 56% della popolazione, i problemi di stomaco (31%), e quelli intestinali (25%), "spesso superabili".

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Presenti alla serata pubblico e autorità, tra cui il Sindaco Francesca Curtale e il Vice Sindaco Bruno Galati. Da tutti la stessa conclusione: un cambio di marcia, a tavola e in palestra, migliora sensibilmente lo stile di vita. E riduce la spesa sanitaria: per questo l'amministrazione comunale intende dare seguito concreto alle indicazioni emerse dal documento.
 

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