Villa Olmo, scacco matto

Dopo Dolce & Gabbana, il dolce picnic

Turisti a Villa Olmo

A guardare la foto di questo pomeriggio, venerdì 13 luglio, viene da dire che hanno vinto loro. Sulla scacchiera di Villa Olmo, la mossa di questi turisti americani appare quasi geniale. In un sol colpo hanno cancellato i fasti e i guai lasciati da Dolce & Gabbana nei giorni scorsi. Apparecchiata tavola, con tanto di birre e patatine, hanno pranzato al fresco dell'olmo godendo della magnifica vista del Lago di Como. Con il loro bucolico pranzo hanno persino messo in ombra le chiazze sull'erba del parterre (quelle che potete vedere con più evidenza nella gallery sotto) maltrattata dall'acclamato evento che sta ancora alzando applausi e fischi, come da abitudine tutta comasca.
Non c'è dubbio che ci siano ragioni da entrambe le parti: da un lato va detto senza tentannamenti che la fashion week di Dolce & Gabbana ha dato una visibiltà senza precedenti a Villa Olmo e a tutto il territorio, dall'altro rimane l'amarezza di vedere un prato appena inaugurato così malridotto. Certamente non ci sono danni irreversibili e con un po' di manutenzione tutto tornerà come prima. La riflessione da fare però è un'altra, nemmeno nuova, ma che oggi torna più che mai d'attualità: l'evidente mancanza di una adeguata gestione che si prenda cura dell'intero complesso tutto l'anno. Difficile sostenere che Villa Olmo oggi non valga quanto Villa Erba, Villa del Balbabianello o Villa Carlotta. Lungi da noi il pensiero che vada privatizzata, tanto per essere chiari e non fare paragoni inopportuni, ma va da sè che un manager in grado di metterla a sistema, con un giusto equilibrio tra il prevalente uso pubblico e quello per gli eventi, sia assolutamente indispensabile. Sappiamo che le ville citate sono abitualmente sedi di mega eventi, basti solo pensare a Guess a Cernobbio, senza che questi mettano però in alcun modo in pericolo il bene. Se Villa Olmo avesse avuto un team di professionisti in grado non solo di valutare il prezzo giusto a cui cedere la location ma anche in grado di imporre delle regole, probabilmente non ci sarebbe nulla su cui polemizzare. Alla fine, invece, rimane un po' d'amaro in bocca, come quando si acquista un capo firmato e sbadatamente lo si mette in lavatrice a 90 gradi con mutande e calzini. 

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