Ticosa, le 7 domande di Svolta Civica al sindaco di Como

Il maxi progetto del Comune al centro del dibattito politico

Ticosa

Sono solo rendering, gli ennesimi di una città che vive sempre più spesso di sogni sotto forma di disegni. Eppure la discussione sul maxi progetto Ticosa presentato dal Comune sta già infiammando la città. Dopo Rapinese, dopo Terragni è il turno di Svolta Civica che firma oggi con i suoi tre consiglieri di minoranza, Minghetti, Nessi e Traglio, una lunghissima interrogazione che proviamo a rimettere in ordine passo per passo prima di arrivare alle 7 fatali domande rivolte al sindaco Mario Mandriscina in merito al masterplan Ticosa. 

Il metodo

In Commissione, sia l’assessore sia il dirigente hanno affermato che il progetto è stato realizzato dagli uffici, senza meglio specificare in che modo. A prescindere dalla riconosciuta capacità professionale dell’architetto Ruffo e dei suoi collaboratori è pacifico che per dare concretezza a un’ipotesi progettuale estremamente complessa, che dovrà connotare il futuro della nostra città almeno per i prossimi trent’anni, sia necessario il coinvolgimento di uno staff di esperti che, per ciascuno dei diversi ambiti coinvolti nella progettazione, siano in grado di compiere un’adeguata analisi dello stato di fatto, dei bisogni della collettività e, sulla base delle indicazioni politiche dell’amministrazione, di trasformare in progetto la visione che la stessa amministrazione ha della città. Le implicazioni intrinseche di un simile progetto non possono prescindere da interventi diretti da parte di esperti di urbanistica, di design, di viabilità, di dinamiche sociali, di nuove professioni, di trasporto pubblico, di paesaggio, di patrimonio, di cultura, di sport, di turismo, di università e, soprattutto, di sostenibilità (economica, sociale e ambientale). Non sembra che lo staff coordinato dal dirigente Ruffo, anche in relazione agli impegni istituzionali correnti, sia sufficientemente numeroso nutrito e articolato per affrontare, a tempo pieno, un Piano che non può prescindere da questa multidisciplinarità".

Il Comune in Ticosa

Il previsto spostamento del Municipio in Ticosa non è di per sé né un’idea incontestabile, ma, almeno per quanto visto finora, esso sembra essere il debole baricentro di un’operazione che sia all’altezza delle aspettative. Il punto di partenza, a nostro parere, è sbagliato. Non può essere negato che il tema del progetto contemporaneo sia il lavoro sul dialogo, la ricucitura delle criticità e delle frammentazioni delle strutture insediative, attraverso gli strumenti di riqualificazione del “paesaggio urbano” e della città pubblica. Rigenerare significa prima di tutto pensare a un serio disegno dello spazio pubblico, dei suoi percorsi, piazze e funzioni che diano senso alla città che cambia. La città pubblica e la qualità dei luoghi di vera urbanità sono anche una salvaguarda economica e garanzia di redditività nel tempo. Questo prevede garanzie di partecipazione (sostanziale e non formale), negoziazione competente, in un quadro di coerenza territoriale (che significa appropriatezza dell’intervento al reale fabbisogno). Il senso dello spazio pubblico è nelle sue qualità e bellezza, nella sua accessibilità, nella straordinaria mescolanza di usi. Un luogo di libertà in cui incontrare, sostare, scambiare, consumare e possedere idealmente quello spazio e i suoi valori simbolici senza precluderlo ad altri. Insomma, appartenervi.

piano ex ticosa febbraio 2020-2

Assenza strategia

Avrebbe fatto meglio, l’amministrazione, a partire da altri presupposti, chiedendosi ad esempio quali sono e quali saranno effettivamente i bisogni di questa città, cosa si può fare per attrarre giovani che possano trovare qui una collocazione accessibile, che possa attivare spazi per l’arte, per la formazione e per la cultura in grado di creare aggregazione e di rigenerare anche i quartieri limitrofi. Un progetto promosso dall’amministrazione dovrebbe partire da un disegno strategico di quadro a partire dalla revisione del Documento di Piano, che ad oggi non è sul tavolo del ragionamento.

Viabilità

L’ipotesi viabilistica messa sul piatto appare contraddittoria e rischia inoltre di procurare un enorme danno economico all’amministrazione, visto che buona parte della viabilità di progetto e dell’area destinata a sosta insistono sulla porzione di sottosuolo per la quale l’amministrazione cittadina arriverà a spendere, negli anni, oltre 11 milioni di euro per una bonifica la cui lunga e complessa realizzazione che si rivelerebbe, con questa ipotesi, totalmente inutile. A ciò si aggiunge che questa ipotesi viabilistica, per ammissione dello stesso tecnico comunale presente in sede di presentazione, non è stata prevista alcuna soluzione integrata che riguardi il Trasporto Pubblico locale. Come nessuna integrazione è stata ipotizzata con il tuttora mancante Piano del traffico urbano. Sempre in tema di integrazione del tessuto urbano, quali strategie questo programma mette in campo in termini di sostenibilità, di accessibilità con collegamenti anche fisicamente identificati con le altre polarità di convalle: contesto d’ambito, centro storico, infrastruttura ferroviaria, asse trasversale est-ovest, poli turistici?

Spazio pubblico

La qualità dello spazio pubblico è garantita dalla mixitè funzionale, dall’uso continuativo  nel tempo dello spazio,  dalla congruità della dimensione urbana dei comparti e dei luoghi di relazione (quella che viene definita piazza è una distesa pari a più del doppio di piazza Cavour e senza nemmeno la cortina edilizia di corona). È sempre corretto privilegiare funzioni pubbliche, ma queste devono assolvere a ruolo di poli attrattori con alti contenuti valoriali e simbolici. Non pare sia stata sufficientemente analizzata, rispetto a soluzioni alternative, l’idea di destinare prevalentemente la a uffici, archivi e commercio, che rimanda ai modelli già sperimentati con esiti fallimentari dei cosiddetti centri direzionali.

ex ticosa progetto2-2

Specifiche residenziali

Sempre metodologicamente, quali analisi settoriali e demografiche supportano la rinuncia a una dotazione residenziale profilata socialmente che, con le dotazioni culturali, qualifica tutte le esperienze europee più recenti? Nessuna premessa ci pare si percepisca sulla dinamica culturale economica che potrebbe qualificare e valorizzare il Santarella. Sono state aperte conferenze di servizio con i potenziali attori chiamati in causa? Non risulta nulla, se non generiche intenzioni programmatiche. Quali analisi supportano le scelte sotto il profilo del sistema ecologico-ambientale? Quanto proposto si risolve in un progetto di verde di corredo all’edilizia. Nulla di strutturale per esempio nelle connessioni con i sistemi a verde di carattere territoriale (pensiamo alla “spina verde”, per esempio).

Spostando il tiro, il previsto smantellamento della dotazione diffusa delle strutture pubbliche nel centro storico provocherà pesanti ripercussioni sul disegno e l’uso dello spazio pubblico. Al di là del rischio intrinseco in operazioni di sottrazione di elementi valoriali nei centri urbani, qualche previsione di scenario dovrebbe essere prodromica a motivare scelte che non attengono alla sola disanima economica immobiliare. È stata valutata analiticamente la reale esigenza di una struttura a carattere alberghiero in luogo dell’attuale municipio?

Costi e ricavi

In commissione sono state presentati budget con presunti costi e ricavi dell’investimento, ma i valori parametrici utilizzati dovrebbero avere almeno note di riscontro sui criteri utilizzati. I costi sono parametrati all’oggi e tali devono essere i supposti ricavi. Da dove derivano le previsioni? È stata fatta un’analisi delle valutazioni medie di mercato? Se sì, come questo è documentato? Ciò vale anche per l’ottimistica vendita del patrimonio, fermo restando che il prezzo di vendita dovrebbe essere stimato con i parametri correttivi per obsolescenza e costi di ristrutturazione, sempre ammesso che qualcuno anticipi somme in previsione di un utilizzo che (ad andar bene) si profilerà tra una decina di anni. Insomma previsioni da 100 milioni impongono quantomeno la messa in campo preliminare di qualche esperto in disciplina estimativa. Questo è un punto nodale per la credibilità di un progetto.

Qualità stilistica

Infine, la cifra stilistica di quanto presentato, al netto di una quota di soggettività attinente al concetto di gusto personale, appare modesta, come fatto da alcuni Ordini professionali e da noti architetti comaschi, che non hanno esitato a stroncare la proposta, definendola, con toni e concetti diversi, sostanzialmente inadeguata all’importanza dell’intervento.

ex ticosa progetto3-2

Le 7 domande

1 - da quali figure professionali sia composto lo staff coordinato dal dirigente Ruffo, che, a detta dello stesso, si è occupato della progettazione del masterplan Ticosa;

2 - quali siano, all’interno di questo staff, i singoli tecnici (con nome, cognome e qualifica) che hanno affrontato nello specifico le singole implicazioni di un progetto così complesso, in particolare chi siano i singoli esperti che hanno contribuito alla realizzazione del masterplan con competenze specifiche in:
urbanistica
viabilità, sosta e trasporto pubblico
architettura e design
paesaggio
patrimonio
sociologia
cultura
sport
sostenibilità

3 - quali siano le analisi che i componenti di questo staff multidisciplinare hanno svolto  a supporto della tesi progettuale e come queste valutazioni preliminari siano state formalizzate (relazioni e conclusioni di queste analisi) in modo di orientare le scelte finali presentate;

4 - chi sia il tecnico (nome e cognome) che materialmente si è occupato della realizzazione del documento presentato in Commissione e sulla scorta di quali indicazioni e analisi abbia proceduto con la realizzazione dello stesso;

5 - sulla scorta di quali analisi e valutazioni da parte di esperti siano stati ipotizzati costi e ricavi dell’operazione e se esistono relazioni che attestano queste valutazioni.

6 - se, in relazione agli impegni correnti di lavoro, lo staff sia in grado di far fronte, a tempo pieno agli impegni derivanti dalla realizzazione del progetto e come si pensi di affrontare la gestione ordinaria degli altri affari di competenza del settore.

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7 - Quale procedura il Comune intende seguire nella gestione dell’appalto. Siamo in presenza di opera realizzata direttamente dal Comune, con progetto di finanza o con il concorso di privati?

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