Tassa di soggiorno, il capitale silenzioso di Como

Dal 2019 i turisti porteranno alle casse del Comune oltre due milioni di euro all'anno

Como

Mentre gli albergatori di Como si stanno adoperando per aumentare l'afflusso di nuovi turisti a Como - Collevecchio, general manager di Hilton sta lavorando sui bacini arabo e russo - la giunta comunale guidata da Mario Landriscina ha raddoppiato la tassa di soggiorno. Fatti due conti, se nel 2018 sono stati incassati 1 milione e 200 mila euro, l'anno in corso, con tariffe che vanno da 2 euro per i B&B a 4 euro per gli hotel di lusso, porterà alle casse di Palazzo Cernezzi oltre 2 milioni di euro: tanti soldi.

Visto il trand positivo degli afflussi turistici in città, accompagnato dalla nascista di nuove strutture, molte delle quali lavorano con l'obiettivo di destagionalizzare gli arrivi, non ci stupiremmo se nel giro di un paio d'anni quella cifra arrivasse a toccare i tre milioni di euro. Fin qui, tutto bene. Peccato però che la delibera che ha raddoppiato il costo della tassa di soggiorno non sia stata ancora accompagna da un adeguato piano d'investimenti. Per ora nulla, si viaggia come di consueto a vista, senza la guida di una visione a lungo termine. E sì che risorse  così importanti, conseguenti all'arrivo in massa di turisti a Como, dovrebbero illuminare un cammino assolutamente trasparente. Invece, capire come ne beneficieranno turismo e cultura, quest'ultima soprattutto ne ha tanto bisogno, resta un mistero.

Per ora, nonostante interrogazione e preliminari delle minoranze, Barbara Minghetti di Svolta Civica su tutti, si prosegue senza un programma che mostri l'intenzione di alimentare la crescita culturale di Como attraverso il turismo. Si procede random, distribuendo risorse importanti al Noir In Festival o al Giro d'Italia, accompagnate da una manciata di slogan all'americana che fanno tanto tendenza e poca sostanza. Nella realtà non c'è nessuna intenzione di investire sul tessuto culturale cittadino e men che meno la voglia (o la capacità) di aprire una vetrina per rendere davvero visibile ciò che accade a Como. Miopia già ben espressa con lo spostamento dell'ufficio turistico in piazza Gobetti senza che il precedente al Broletto diventasse almeno un infpoint degli eventi cittadini. 

Non si chiede di far rinascere il Politeama con i soldi della tassa di soggiorno, ma di dare un futuro a ciò che c'è, almeno quello, sì. Invece ci siamo persi il Lake Como Film Festival, l'8208 Lighting Festival è stato messo in un angolo, così come il Wow Festival, e tutto resto, dal Sociale a Parolario, vive una lotta quotidiana non per crescere ma per sopravvivere. Per non parlare di quel bene assoluto di Villa Olmo, tutt'ora impantanata in un mezzo cantiere ma soprattutto nella mancanza di progettualità. Si è sempre detto che non c'erano soldi ma anche ora che ci sono, perchè anche volendo destinare la metà di quei soldi per aiuole e cartelli, resta sempre più di un milione che non farebbe di Como la "Capitale della Cultura Italiana" ma che certo l'aiuterebbe a non rimanere Cenerentola. 

Non occorrono nemmeno molti sforzi intellettuali, perchè la città ha sempre prodotto di suo buone idee. Buone idee alle quali è solo mancato l'appoggio della politica per farle diventare grandi idee resistenti al tempo. Abbiamo un capitale umano dal valore inestimabile che merita di trovare al suo fianco un'amministrazione coraggiosa. Che non si trinceri dietro i "no comment", dietro i silenzi e i mezzi sorrisi di chi pensa di stupire con qualche frase ad effetto condita con una goccia di "branding strategy" e un pizzico di "business target".

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