Tassa sui cassonetti per i vestiti usati a Como, il Comune: "A maggio la gara, giusti i 400 euro"

Intanto il caso denunciato dal gruppo Civitas è diventato nazionale

Foto da Trento Today

A Como continua a fare discutere il caso della tassa sui cassonetti gialli per la raccolta degli abiti usati: una vicenda sollevata nei giorni scorsi dal gruppo Civitas che segnalava il fatto che  gli attuali gestori della raccolta degli abiti dismessi, attivi sul territorio, hanno ricevuto dall’amministrazione comunale l’intimazione alla rimozione dei cassonetti dedicati. Una polemica che sta facendo il giro d'Italia, ripresa dai principali quotidiani e giornali online. 

La denuncia di Civitas

"I cittadini dai primi mesi di maggio - aveva scritto Civitas in un comunicato- verranno privati di un servizio apprezzato e molto utilizzato: basti pensare che nel solo 2018 sono stati conferiti a questo servizio oltre 300.000 Kg di materiale. Abbiamo motivo di ritenere - proseguiva la nota-che all’origine della mancata assegnazione delle 2 gare che il Comune ha promosso in questi mesi per l’affidamento ci sia la richiesta economica, probabilmente distante da quelli che sono i parametri economici del settore". 

Nel nuovo bando viene chiesto il pagamento di 400 euro all'anno per ogni cassonetto, mentre attualmente i gestori pagano esclusivamente l’occupazione di suolo pubblico. Sono stati fatti due bandi che non hanno portato ad assegnare il servizio.

Le richieste di Civitas al sindaco di Como

Bruno Magatti di Civitas ha scritto al Sindaco di Como chiedendogli: di ritirare in autotutela l’intimazione alla rimozione dei cassoni; di proseguire con i pattanti esistenti il servizio non facendo mancare ai cittadini il servizio; di indire immediatamente una nuova gara con condizioni economiche più consone al reale mercato di riferimento del servizio.

La spiegazione del Comune di Como

Martedì 23 aprile 2019 la precisazione del Comune di Como tramite una nota che riportiamo integralmente: "Per quanto riguarda l'assegnazione del servizio di raccolta di abiti e accessori usati attraverso dei cassonetti, a Como è necessaria una nuova concessione in quanto la precedente non era più prorogabile.

E' stata scelta una procedura ad evidenza pubblica per la trasparenza dell'iter. Con le due gare già espletate non è stato possibile assegnare il servizio per errori materiali nella presentazione delle offerte e per mancanza dei requisiti necessari (tra cui l'abilitazione alla gestione di questo tipo di rifiuti). Sta per partire l'iter per la nuova gara che sarà pubblicata su Sintel all'inizio di maggio.

La base d'asta è stata individuata dagli uffici in seguito a una ricerca di mercato su altri comuni italiani scegliendo la cifra intermedia di 400 euro annui per la concessione del servizio specifico. Si ricorda infine che è possibile conferire gli abiti usati anche al centro di raccolta di via Stazzi".

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