Striscione di Forza Nuova in comune, Como senza frontiere contro il sindaco: “Grave silenzio su provocazione fascista"

Insieme all'Osservatorio democratico sulle nuove destre l'associazione si scaglia contro l'assenza di presa di posizione di Landriscina e della Giunta

Lo striscione di Forza Nuova sul municipio di Como

Non smette di fare discutere il blitz di Forza Nuova in comune a Como di sabato 2 febbraio 2019 contro l'iniziativa anti razzismo "L'Italia che resiste": al centro delle polemiche, la mancata reazione rispetto all'episodio del sindaco Mario Landriscina e della Giunta di Palazzo Cernezzi.
Contro questo silenzio si sono scagliati duramente la Rete Como senza frontiere e l’Osservatorio Democratico Sulle Nuove Destre di Como e Provincia che hanno diffuso un comunicato stampa congiunto che pubblichiamo integralmente.

“Ci risiamo, ancora una volta alla vigilia di una manifestazione indetta dalla società civile sul tema dei diritti dei migranti e delle morti nel Mediterraneo, il partito neofascista Forza Nuova torna a far parlare di sé mediante un’azione intimidatoria nei confronti di chi, poche ore dopo, sarebbe sceso in Piazza.

Succede infatti che nottetempo, sulla facciata principale del comune di Como, davanti alla quale poco dopo si sarebbe tenuta la manifestazione territoriale “L’Italia che Resiste”, i militanti di FN abbiano affisso uno striscione portante la scritta “L’unica resistenza è quella etnica” e che poco dopo, con un comunicato altrettanto delirante, abbiano rivendicato l’azione.

Purtroppo, nella nostra città e non solo, ci si è ormai abituati alle continue provocazione squadriste ad opera di gruppi politici che, secondo le leggi Scelba, Mancino, e la stessa Costituzione dovrebbero essere sciolte, reputiamo però gravissimo il silenzio totale delle istituzioni cittadine in merito a questo grave fatto.

Ci chiediamo infatti se possa essere possibile una simile “distrazione” da parte di Sindaco ed Assessori vari quando un fatto di tale gravità accade proprio sull’edificio del Comune della città capoluogo e non è purtroppo il primo episodio di questo genere.

Questo silenzio si somma infatti ad una lunga serie di silenzi ed assenze gravi da parte delle istituzioni cittadine in diverse occasioni; striscioni intimidatori appesi davanti alla CGIL o all’oratorio di Rebbio, incursione del gruppo neofascista Veneto fronte skinhead (poi rinviati a giudizio) durante un’assemblea della rete Como senza frontiere, oppure la gravissima assenza dell’Amministrazione Comunale alla Marcia della Pace, e ad azioni altrettanto gravi come ad esempio rimuovere le panchine da piazza San Rocco e l’acqua dall’autosilo di Val Mulini dove, durante l’estate 2017, vivevano una cinquantina di persone o ancora l’ordinanza emessa contro i senzatetto.

Ricordiamo al Sindaco ad alla Giunta tutta che al loro insediamento hanno giurato sulla Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza e che questo atteggiamento quanto meno “distratto” nei confronti di certe azioni gravissime non fa certo bene né alla città né tanto meno alla cittadinanza”.

Como, 02/02/2019

Como senza frontiere

Osservatorio democratico sulle nuove destre

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