Buio in Tremezzina, salta lo storico Music Festival

Lo sfogo del patron Marco Zanotta e la risposta del sindaco Mauro Guerra

Tremezzo

Il Tremezzina Music Festival quest’anno non andrà in scena. Dopo anni di grandi concerti per la storica rassegna che si svolgeva in agosto al Parco Olivelli di Tremezzo, sul Lago di Como, è arrivato lo stop. A darne ufficialmente la notizia, dopo avere sperato fino all'ultimo in un destino diverso, è stato Marco Zanotta, che ha affidato il suo sfogo a Facebook.

"Da settimane - si legge nel post - si susseguono richieste di informazioni sulla programmazione del Festival. E’ difficile spiegare a chi da anni ci segue con grande interesse ed entusiasmo perché uno dei Festival musicali più conosciuti ed apprezzati della provincia di Como e con un grande richiamo a livello regionale e nazionale sia stato cancellato. Un Festival che in 16 anni ha ospitato i migliori jazzisti italiani, affermati jazzisti stranieri e importanti musicisti in ambito rock-blues e canzone d’autore. Un Festival che ha monopolizzato per lungo
tempo i media del territorio comasco e svizzero-ticinese attraverso presentazioni, interviste, comunicati e recensioni. Un Festival che ha goduto di grande attenzione sui quotidiani nazionali, su testate televisive e radiofoniche regionali e nazionali e su autorevoli riviste nazionali di settore. Il Comune di Tremezzina ha legittimamente deciso di seguire un determinato percorso, un percorso che inizia con un taglio consistente dei fondi per proseguire con una procedura istituzionale lunga, lenta, farraginosa. Una procedura che in cinque mesi ha prodotto alcune manifestazioni di interesse, un’unica partecipazione al bando di concorso, un’obbligata assegnazione con relativa successiva rinuncia ed un improbabile tentativo in extremis di trovare una soluzione parziale e pasticciata. Si sostiene che i Comuni siano obbligati a procedere con appalti sempre e comunque equiparando di fatto l’arte, le rassegne musicali, la cultura ad un bando per un palazzo da ristrutturare o per gestire uno spazio pubblico. Al contrario noi pensiamo che, in taluni casi, per tradizione, per importo finanziato, per la storia di questo Festival, per chi lo ha ideato, organizzato, sostenuto anche economicamente per 16 anni, si doveva e si poteva procedere diversamente. Purtroppo il Comune di Tremezzina, impegnato attualmente in altre priorità, non ha ritenuto opportuno esplorare soluzioni alternative meno istituzionali ma più efficaci. Quello che accadrà ora è difficile prevederlo. Accantonata l’ipotesi di un concerto sostitutivo che nulla aggiungerebbe al prestigio del Festival, al contrario andrebbe ad arricchire l’elenco delle iniziative improvvisate, dal discutibile livello artistico, mal gestite e peggio promosse presenti sul territorio comasco, la sola alternativa valida che proponiamo è aggiungere il finanziamento di quest’anno a quello previsto per il 2019 e dare vita a una futura edizione del Festival in grado di far dimenticare il passo falso di quest’anno. La proposta, già formulata, attende solo di essere discussa ed approvata in tempi rapidi. Illusione? Forse, ma sognare è lecito soprattutto a supporto di una buona causa".

Pronta, sempre attraverso Facebook, la risposta di Mauro Guerra, sindaco di Tremezzina: "Il Festival non è stato sospeso per decisione politica. La “politica” come aveva fatto tre anni fa per i due anni successivi, aveva emesso un bando per l’affidamento dell’organizzazione. Chi ha partecipato e vinto il bando, dopo l’aggiudicazione provvisoria ha rinunciato. Da affezionato frequentatore e sostenitore sin dall’inizio del Tremezzina Music Festival, sono anch’io estremamente dispiaciuto di questo esito. Tengo a precisare che il Comune ha adottato quest’anno la stessa procedura adottata tre anni fa e non ha per niente deciso di “sospendere” il festival. Per quel che riguarda il futuro e la proposta avanzata anche nel post, naturalmente noi intendiamo continuare (riprendere)".
"Comprendo e condivido l’amarezza del post - aggiunge Guerra. Preciso solo che il Comune non può, oltre che non vuole, utilizzare soluzioni “meno istituzionali”. Non esistono soluzioni istituzionali o no, per il Comune esistono solo soluzioni legittime, cioè regolate dalle norme che disciplinano l’attività amministrativa e nell’ambito delle quali si puo’ discutere di opportunità, discrezionalità ecc. Può piacere o meno, a volte si possono creare situazioni problematiche e non volute da nessuno come questa, ma è così".

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Oltre a sperare tutti che il prossimo anno tornino la luce e la musica in Tremezzina, una riflessione sulle questioni che regolano i contributi agli eventi culturali forse andrebbe fatta. Magari anche pensando di utilizzare per gli eventi più meritevoli, se non altro per la storia che hanno alle spalle, parte dei proventi della tassa di soggiorno. 

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