Nave Aquarius, porti italiani chiusi ai migranti: la protesta di Como senza Frontiere

Presidio in piazza Boldoni contro la decisione del ministro Salvini

Il presidio di Como senza Frontiere - 12 giugno 2018

Un presidio a Como per dire no alla chiusura dei porti alle navi che trasportano i migranti. E' quello che si è svolto nella serata di martedì 12 giugno 2018 in piazza Boldoni organizzato da Como senza Frontiere.

Un "presidio di civiltà", come è definita sulla pagina facebook dell'associazione l'iniziativa intitolata "Aprite i porti, aprite le porte",  "contro la barbarie di azioni che mettono in pericolo la vita di naufraghi e appaiono inumane e criminali".

Due gli striscioni, con le frasi emblematiche "Restiamo umani" e "Apriamo i porti, apriamo le porte".

"Indispensabile - si legge nel post dell'evento- non tacere e agire contro l'attacco alle leggi del mare, al diritto internazionale, alla stessa civiltà, ferita da chi tratta le persone come strumento per acquisire il consenso elettorale della parte più retriva della popolazione. L'italia è altro, Como è altro, Noi lottiamo per la vita e le dignità delle persone a cui è doveroso dare soccorso e accoglienza", e lanciano l'hashtag  #apriteiporti.

I motivi del presidio

"Il ministro degli Interni Matteo Salvini (recentemente venuto a Como per il caso degli autisti di Asf picchiati da un gruppo di extracomunitari che voleva viaggiare senza pagare il biglietto, ndr)-prosegue Como senza Frontiere -ha rifiutato l'attracco ai porti italiani della nave Aquarius, iniziando uno scontro aperto con Malta, la quale peraltro accoglie in proporzione circa 6 volte più migranti dell’Italia. A bordo della nave vi erano 629 persone partite dalla Libia, tra cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini, 7 donne incinte e 15 migranti con ustioni chimiche e sindrome di annegamento. Queste persone sono state costrette per giorni a navigare senza una meta tra l'Italia e Malta, nonostante le scorte di cibo stessero per terminare e nonostante molte persone fossero in gravi condizioni di salute. A questi si aggiungono gli 800 profughi della nave Sea Watch 3, attualmente fermi al largo delle coste libiche. Il rifiuto di accesso ai porti di imbarcazioni che abbiano effettuato il soccorso in mare può comportare la violazione degli articoli 2 e 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU). Il rifiuto di far approdare la nave in porto comporta l’impossibilità di valutare le singole situazioni delle persone a bordo e viola il divieto di espulsioni collettive previsto dall’art. 4 del Protocollo n. 4 alla CEDU. Viene violato inoltre l'articolo 2 della Costituzione, che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo e richiama al dovere di solidarietà. L’11 giugno pomeriggio il presidente Sanchez ha dichiarato che l'Aquarius sarà accolta dalla Spagna. L'umanità è salva, ma non il nostro paese".

Le richieste di Como senza Frontiere

"Anche da Como, città Messaggera di Pace, - prosegue Como senza Frontiere - che continua ad accogliere centinaia di migranti ogni giorno, vogliamo rispondere alla deriva razzista del governo italiano e vogliamo opporci a provvedimenti propagandistici che alimentano odio e paure e mettono in pericolo la vita dei più deboli. Chiediamo che venga garantito il soccorso in mare e che ad essere tutelate siano la vita e la libertà di movimento delle persone che in molti casi scappano da guerra, fame e persecuzioni, non le frontiere. Chiediamo che venga aperta una commissione d'inchiesta per violazione delle leggi del mare. Chiediamo che, una volta sbarcati, questi e tutti gli altri/ e migranti possano ricevere soccorso e un'accoglienza degna. Vogliamo manifestare il nostro sostegno ai sindaci delle tante città portuali italiane  - conclude il post -che hanno dichiarato la loro disponibilità ad accogliere la nave e prestare i necessari soccorsi, contrastando la disumana decisione del vicepresidente del Consiglio Salvini".

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