Palazzo Cernezzi, il ritiro separato di Forza Italia

Gli assessori: Amelia Locatelli è pronta a dimettersi ma Francesco Pettignano non ci sente

La giunta

Abituata al comando almeno quando si trova al governo di una città, Forza Italia anche a Como sta soffrendo lo strapotere della Lega. Così, mentre la maggioranza scricchiola mostrando tutte le divisioni che ne hanno caratterizzato fin qui tutto il mandato, anche l'ordine di ritiro arrivato dall'alto sembra sortire tra i due assessori forzisti effetti diversi. Se da una parte Amelia Locatelli dichiara di ubbidire, dall'altra Francesco Pettignano dice di non saperne nulla. Una cosa è però sicura: il consiglio comunale di questa sera sarà infuocato e certamente metterà a dura prova la tenuta della maggioranza guidata dal sindaco Mario Landriscina. Basterà, perché questo è l'obiettivo minimo di Forza Italia, un eventuale nuovo rimpasto nella maggioranza? Difficile dirlo, anche alla luce della fine della love story tra Salvini e Berlusconi, con le recenti dichiarazioni di quest'ultimo che lasciano davvero poco spazio a fantasie bollenti. Il futuro del centrodestra è avvolto nel gelo e difficilmente tutto ciò potrà avere risvolti positivi a livello cittadino. Se a tutto ciò aggiungiamo i segnali di fastidio di Fratelli d'Italia, il quadro che si prospetta non è certo dei più sereni, anche in considerazione che una parte degli assessori chiamati direttamente da Landriscina non agisce certo sentendosi parte di un team. Non va nemmeno dimenticato come il sindaco abbia contribuito a costruire una squadra fin da subito insicura grazie allee sue premature dichiarazioni di abbandono della nave a fine mandato, anche se recentemente sembra avere invertito la rotta.
Così, mentre i grandi problemi di Como restano risolti solo sulla carta, e a volte nemmeno sulla carta, a Palazzo Cernezzi Landriscina avrà il suo bel da fare anche solo a mantenere unita quella che definire oggi la sua squadra appare quantomai azzardato. Più simile a Ventura che a Bearzot, il buon Mario potrebbe essere vicino alla sua notte "svedese". 
Cosa resterà di questa lotta di potere, giocata non nel nome dei cittadini ma in virtù delle solite beghe di partito, lo sapremo presto, forse già questa notte. I malumori e i pruriti tra assessori che hanno anime politiche estremamente diferrenti tra loro non sono certo una novità di questi giorni: in camera caritatis o pubblicamente sono espressi da mesi. Trovare una quadra che metta tutti d'accordo non sarà facile. Ma i conti sulla propria pelle la politica li sa fare benissimo. E di certo, visti i sondaggi nazionali che circolano da mesi, tornare al voto converrebbe solo alla Lega. Forza Italia lo sa bene. In attesa di tempi migliori, tirerà la corda ma non la spezzerà.

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