Missione Cultura: Como, abbiamo un problema

I dati delle presenze e le criticità di una città senza idee

Villa Olmo

La cultura dà i numeri, li trovate sotto. Lo fa attraverso il suo assessore che ha tracciato il bilancio per l'anno 2019. Carola Gentilini, andando oltre la freddezza dei conteggi, esprime sostanzialmente due concetti: l'anno passato si è chiuso positivamente per i numeri registrati nei luoghi della cultura della città ma a Como rimangono alcune criticità da risolvere. 

In altre parole, al momento la missione cultura della giunta Landriscina si può definire un fallimento. Il perché abbiamo provato a scriverlo nei giorni scorsi quando abbiamo circoscritto le lacune della città in questo ambito alla mancanza di visioni. Lo ripetiamo: il problema più evidenre è una totale assenza di progetti coesi ad ampio respiro. Si viaggia con la vista corta senza un vero e proprio coordinamento tra l'amministrazione e gli operatori culturali capace di generare grandi idee. Le presenze sono un dato ma non è l'unico al quale riferirsi per tracciare un bilancio. La questione è molto più complessa e andrebbe analizzata ponendosi degli obiettivi che altrove, lavorando di squadra, hanno portato a grandi risultati. Serve un simbolo intorno al quale ritrovarsi e costruire un sogno. Il lago? Volta? Il Razionalismo? Pensiamoci e diamo una bandiera alla promozione culturale della città.

Altrimenti il prossimo anno saremo ancora a contare le presenze al Festival dei Burattini e quelle della mostra Giringiostra. Oppure a dirci che gli ingressi a Villa Olmo sono aumentati grazie alla sua parziale riapertura ma dimenticandoci ancora una volta che Villa Olmo, senza una gestione che la metta a sistema, è solo una bellissima scatola priva di contenuti. E già che ci siamo riportiamo l'office point al Broletto, perchè averlo spostato in quella piazza all'ombra è stata una follia che ancora grida vendetta. Infine, una città con provate ambizioni culturali, deve trovare la forza di stendere un programma culturale a inizio stagione. Il che vuol dire che entro il mese di marzo dovrebbe essere pronto un calendario degli eventi. Ma tutto questo avverrà quando la città, e ritorniamo al punto di partenza, sarà capace di produrre una visione capace di mettere sullo stesso binario cultura e turismo. 

I numeri

Gli ingressi negli spazi comunali (Musei Civici e Villa Olmo) sono stati nella loro totalità 112.300, rispetto agli 87 mila del 2018 e ai 73 mila del 2017. Analizzando più nel dettaglio, in crescita gli accessi in Pinacoteca (10.647) e a Villa Olmo (75.930). In leggera flessione, rispetto all’anno precedente, i dati relativi a Museo Giovio (9.801), Tempio Voltiano (22.641) e Porta Romana (641), penalizzati da chiusure per manutenzioni straordinarie dovute ad agenti atmosferici avversi (Tempio Voltiano e Porta Romana) e ridotta accessibilità per ragioni di sicurezza (Museo Giovio).



I visitatori sono più che raddoppiati rispetto al 2018 a Villa Olmo, riaperta al pubblico dopo il primo lotto di lavori svolto nell'anno precedente. Nel 2019 la fruibilità è stata costante e il complesso è stato scenario di alcuni eventi, anche privati e di rilievo internazionale, che sono risultati di grande impatto promozionale, non solo della città di Como, ma del Lago di Como (vedi sfilata di Guess). 
Lo stato dell'immobile sede del Museo Giovo ha indubbiamente influito in modo negativo sulle attività e conseguentemente sul numero di visitatori, poiché per ragioni di sicurezza è stato necessario limitare gli accessi di gruppi interessati e laboratori per le scuole o convegni. Ulteriore elemento da considerare nella valutazione dei dati è la modifica del calendario delle giornate di accesso gratuito ai Musei che nel 2019, in via sperimentale, non ha coinciso con le date promosse a livello nazionale, non abolite, ma individuate in altre giornate di festività.


Numerose le attività promosse dall'assessorato alla Cultura presso la Pinacoteca. Tra gli obiettivi la programmazione di iniziative destinate a target differenti per rendere i musei sempre più patrimonio della comunità. Vincente la scelta di puntare sulla contaminazione delle arti, come sperimentato nel corso del 2019 con il festival musicale “A due voci” in collaborazione con Casa della Musica, le passeggiate creative con l’associazione Il sentiero dei Sogni, gli incontri scientifici della Fondazione Volta, il Festival dei Burattini, la mostra Giringiostra durante il periodo natalizio, con la partecipazione di oltre 2.000 bambini a spettacoli, visite animate e laboratori collaterali.

 Diverse anche le iniziative di arte contemporanea, gli approfondimenti tematici legati alla rassegna “Arte del Dono” e a Campo Quadro, e una maggiore attenzione ai progetti mirati ad ampliare l'accessibilità delle collezioni grazie alla collaborazione con l’Unione Ciechi e con i Lions in occasione della mostra su Mario Radice.

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«Incoraggiante il trend positivo di presenze - afferma l'assessore alla Cultura Carola Gentilini - ma innegabili alcune criticità da affrontare in modo deciso. Ad esempio l'intervento di manutenzione e valorizzazione del Museo Giovio e del Tempio Voltiano, ormai non procrastinabili. Positiva e da incrementare la programmazione di un calendario di eventi di qualità che generi maggiore interesse sul nostro patrimonio, forse non così noto, ma di grande valore storico culturale, abbinato ad un nuovo piano di promozione dei luoghi della cultura della città».

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