Maurizio Martina a San Fermo, crisi Canepa ed emergenza furti: "Più sicurezza ma no alle ronde"

Tappa in provincia di Como per l'ex segretario del Pd ricandidato alla guida del partito

Da sinistra Orsenigo, Martina e Currò

Tappa in provincia di Como per Maurizio Martina, ex segretario del Partito Democratico e ora ricandidato alla guida del partito con lo slogan #fiancoafianco. Sabato 19 gennaio 2019 a San Fermo della Battaglia, nella Sala Polifunzionale del Teatro di via Lancini, Martina ha incontrato sostenitori e vertici lariani del PD per presentare il proprio programma e la propria idea di partito. Fino a marzo 2018 Martina è stato Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con delega ad Expo, nei Governi Renzi e Gentiloni.

Ad attenderlo c'erano il segretario provinciale Federico Broggi, il consigliere regionale Angelo Orsenico e il coordinatore provinciale della Mozione Martina Tommaso Curro'. Presente anche il sindaco di San Fermo, Pierluigi Mascetti, e la ex presidente della Provincia Maria Rita Livio.

Il paese scelto come meta della visita è emblematico sia per la crisi economica che sta vivendo la storica azienda tessile “Canepa”, sia per i numerosi casi di furti e scassi che in queste ultime ora stanno compromettendo la sicurezza del paese del comasco.

Ascolta la videointervista a Maurizio Martina

Allarme furti e sicurezza

Tanti i temi toccati da Martina con la stampa poco prima della conferenza. A partire dalla questione sicurezza, anche alla luce dell'emergenza furti che sta flagellando nelle ultime settimane tanti paesi della provincia di Como e in particolare proprio il comune che ha ospitato l'incontro, San Fermo e la sua frazione Cavallasca, dove i cittadini esasperati si sono organizzati in ronde per presidiare le strade contro i ladri.
Una soluzione che, però, non piace all'ex segretario del PD: "Bisogna dare alle forze dell’ordine la possibilità di fare bene il loro mestiere - ha affermato Martina- Il tema non può essere la sicurezza privata, cioè che ognuno si faccia sicurezza da sè, ma tutti insieme fare uno sforzo perché le reti della sicurezza dello Stato siano efficaci e certe. Bisogna fare uno sforzo di serietà per mettere nelle condizioni chi è chiamato a garantire per tutti la sicurezza e non farsi sicurezza da soli. Dove è prevalsa questa logica è prevalsa l'insicurezza".

"La sicurezza si crea - ha proseguito Martina-aumentando le forze dell’ordine e migliorando le loro condizioni di lavoro, e non indossando le loro divise. La vera protezione per la popolazione si ottiene mettendo in atto queste azioni, così come il Partito Democratico ha fatto durante il suo governo, ma si fa anche lavorando sull’integrazione delle persone in difficoltà".

Questione migranti

Poi la questione migranti, altrettanto calda in città: "Guardiamo i dati: col decreto Salvini nel giro di due anni rischiamo di avere 120 mila irregolari in più senza strutture che riescano a gestire questa situazione. Rischiamo di avere l’irregolarità in strada.  Il tema è riorganizzare gli strumenti della gestione dell'accoglienza diffusa, nelle regole, con diritti e doveri chiari. Bisogna costruire un'alternativa alla propaganda che Salvini sta alimentando su questo tema".

Emergenza Canepa

Sul palco è stato invitato un rappresentate dei lavoratori della Canepa che ha raccontato le vicende della crisi aziendale chiedendo un impegno su questo fronte, ribadito anche da Broggi. 

"Il caso Canepa - ha detto Martina- è un'esperienza concreta che dobbiamo avere davano tutti i giorni quando ragioniamo del ruolo che il PD deve sviluppare nel rapporto quotidiano con le persone che deve rappresentare. E' il dramma di chi rischia il posto. Non dobbiamo vendere fumo ma cercare soluzioni. Non facili soluzioni, ma cercando di essere prossimi a queste persone senza lasciarle sole. Pd che assolve la sua funzione stando all'altezza di questo tema de di questi bisogni. Voglio un partito che sviluppa questa capacità giorno dopo giorno, non solo quando i casi diventano eclatanti. Serve credibilità - ha continuato- Senza vendere fumo. Oggi siamo all'opposizione, possiamo metterci accanto a voi a insistere perché il governo tenga aperti i tavoli poi lo spazio che abbiamo è questo".

Martina ha incontrato i dipendenti dell’azienda tessile con i quali ha avuto un momento di confronto e si è dimostrato disponibile a seguire l’evoluzione della vicenda. "Non ricevere gli stipendi e non avere certezza del proprio futuro oggi più che mai vuol dire vivere una realtà drammatica - ha detto- noi come Partito Democratico siamo vicini sempre a questi lavoratori e non solo quando si vivono stati di crisi. Lo sviluppo del lavoro a tempo indeterminato è il nostro primo obiettivo. La nostra proposta è quella del riformismo radicale in tema di Europa, sviluppo e uguaglianza, una proposta che ha a cuore il valore della democrazia e dell’occupazione".

Lavoro e crisi economica

Partendo dalla valorizzazione dei giovani, Maurizio Martina con #fiancoafianco propone un riformismo radicale, un partito dell’uguaglianza, ecologista, europeista, che abbia a cuore il valore della democrazia e del lavoro. L'obiettivo è quello di creare un Partito Democratico unito e rinnovato, per lanciare un progetto più ampio che sia l’alternativa a Lega e 5 Stelle. 

"È ora di smettere le divise delle forze dell’ordine, che meritano un rispetto vero, è ora di mettersi un maglioncino e iniziare a lavorare - ha continuato Martina- Invece il governo dei populisti ci ha gettato sulla soglia di una crisi economica, con 50 miliardi di euro gettati per poter finanziare quello che doveva essere una rivoluzione e che invece sarà un topolino che mette però in difficoltà l’equità e la giustizia sociale. Di nuovo le donne saranno penalizzate dalla famosa “Quota 100” che inoltre dimentica gli esodati e penalizza i lavoratori precoci".

"Questo è un governo che su questioni decisive come gli investimenti per infrastrutture e lavoro è in grado di dire tutto e il contrario di tutto: vive con l’ossessione di fermare i cantieri e la competitività moderna con il risultato di mettere seriamente a rischio l’economia dell’intero Paese. Lo stesso reddito di cittadinanza rischia di essere un grande corto circuito, colmo di burocrazia, dalle 780 euro a tutti si arriva ai 100 euro al mese comprensivi per l’intero gruppo familiare, spendendo però soldi che si potevano spendere continuando il taglio del cuneo fiscale e del costo del lavoro a tempo indeterminato -ha detto Martina, che ha proseguito -Tutto lo sviluppo è fermo, ed è per questo che serve l’azione del Partito Democratico, di tutto il partito, che deve continuare a mettersi a disposizione dei cittadini italiani su tutto il territorio, fuori dalla retorica e delle dirette social. Il Decreto sicurezza crea insicurezza, butta le persone in mezzo alla strada per poi denunciare i casi limite. Noi vogliamo essere radicali, sul lavoro, sulla cittadinanza e sull’Europa. Perché non esiste un “prima l’Italia”: ragionando così c’è sempre qualcuno che si sentirà in diritto di venire prima di noi. L’Italia deve lavorare per il valore dell’INSIEME".

"Il Partito Democratico deve abbandonare la logica delle nostalgie, e dei duri e puri. Siamo orgogliosi del lavoro svolto finora , ma bisogna anche migliorare", ha concluso Martina che ha poi continuato il suo viaggio per incontrare altri sostenitori a Busto Arsizio, Lecco e Monza .

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