Cecchi Paone e Luca Levrini: l'ombra della massoneria su Como

Il primo è dichiaratamente massone, il secondo non conferma ma commenta: "E anche se fosse?"

Il 31 dicembre scorso il consigliere comunale Alessandro Rapinese aveva depositato un'interrogazione con la quale chiedeva al sindaco di Como, Mario Landriscina, se sapesse della presenza in consiglio comunale di massoni, se avesse scientemente nominato persone che sapeva essere appartenenti alla massoneria e se il sindaco stesso fosse un massone.

Con tale interrogazione Rapinese è stato forse il primo a gettare apertamente il seme del dubbio circa una forte presenza della massoneria nelle stanze del potere a Como. All'interrogazione Landriscina ha risposto di non essere massone e di non sapere se vi siano massoni in consiglio comunale.

Pochi giorni dopo, però, è esploso il caso "massoneria". Fondazione Volta - di cui il Comune di Como è socio fondatore nonché uno degli attori protagonisti nella scelta del presidente - ha annunciato di avere nominato consulente culturale Alessandro Cecchi Paone, massone per sua stessa ammissione. La consulenza a Cecchi Paone, dunque, ha portato un'altra forza politica di opposizione a Palazzo Cernezzi ad insistere sul tema massoneria. Civitas ha diffuso una nota stampa in cui parla di Luca Levrini - presidente, per l'appunto, di Fondazione Volta - come di un noto militante massonico.

QuiComo non ha potuto esimersi dal chiedere conferma o smentita allo stesso Levrini, il quale, puntualmente (e forse anche in perfetto stile massonico) non ha né confermato né smentito. "E anche se fosse?", ha risposto, aggiungendo inoltre che "la riservatezza è un valore importante, un principio che a mio avviso va salvaguardato. E' come se mi venissero a chiedere se sono eterosessuale o omosessuale o quale religione pratico".

Insomma, Levrini non si è sbilanciato ma riguardo alla scelta del massone Cecchi Paone come consulente culturale è stato categorico: "Il fatto che appartenga alla massoneria è un caso". Dunque, il noto conduttore e divulgatore della televisione non sarebbe stato scelto perché iscritto alla massoneria ma solo per i suoi meriti professionali. E Levrini, invece? E' stato nominato presidente di Fondazione Volta anche lui solo per il suo curriculum? Stando alla risposta che Landriscina ha dato all'interrogazione di Rapinese, sì. Ma resta ancora da vedere quanti altri massoni siano inseriti in cda e in ruoli chiave delle istituzioni comasche. Solo avendo un quadro completo ognuno potrà farsi un'idea di quanto e se la massoneria governi la città.

Intanto Civitas non è convinta del fatto che Landriscina ignorasse il lato "massonico" di Fondazione Volta. "Stentiamo a credere che il Sindaco Landriscina non ne fosse informato. E qualora non lo fosse - si legge nella nota stampa di Civitas - saremmo ancora più sorpresi. Siamo di fronte a un’operazione lobbista sulla cui legittimità si palesa un forte dubbio e di fronte a questo è essenziale non tacere come politici. Il nostro pensiero è rivolto ai cittadini sui quali grava l’onere di tali scelte pubbliche e, ai quali non si può tace un’informazione trasparente e legittimamente dovuta".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Incidente sull'autostrada A4: è morto Cesare Coquio di Uggiate Trevano

  • A Como arriva Decathlon: ecco come sarà

  • Persona investita dal treno a Lugano Paradiso

  • Dalla Nasa all’apicoltura: il sogno di due ricercatori comaschi salverà il pianeta

  • Il panino più caro d'Italia è sul Lago di Como

  • Pessime condizioni igieniche, la polizia chiude un locale di piazza San Rocco a Como: è la seconda volta

Torna su
QuiComo è in caricamento