Riqualificazione Giardini a Lago, Longatti: "Occorre un dibattito pubblico"

I progetti pubblicati sulla rivista svizzera Archi

La riqualificazione dei Giardini a Lago fa ancora discutere. Dopo l'annuncio del probabilissimo abbandono del progetto da parte della giunta guidata dal sindaco Mario Landriscina, a Como sono in molti a interrogarsi sulla questione.

Il nuovo spunto arriva dalla pubblicazione di un articolo sulla rivista svizzera Archi. Nello specifico, si tratta di un approfondito articolo che non si limita a raccontare il progetto vincitore - quello dello studio cesenate capeggiato dall'architetto Sara Angelini - ma che allega anche le piante e i documenti di tutti i dieci lavori presentati a suo tempo dai progettisti a Palazzo Cernezzi (giunta Lucini) per la riqualificazione dei Giardini a Lago, al fine di trasformarli in un sito di incontro privilegiato, vitale e fruibile per i cittadini e per i turisti.

A cogliere questa occasione per rimettere al centro della discussione l'ipotetica rivoluzione di una delle zone più interessanti di Como, è l'architetto comasco Marco Longatti: "L'area dei Giardini a Lago attende da lunghi anni una riqualificazione e la passata amministrazione aveva indetto un concorso di idee discutibile nei tempi (a fine mandato, senza avere la possibilità di iniziare la realizzazione) e nei modi, ma che aveva comunque premiato degli ottimi progetti, forse anche grazie alla sensibilità della giuria. Il concorso è stato aggiudicato solo tre mesi fa ma, malgrado il buon risultato, sembra già non avere futuro".

"Come capita troppo spesso - prosegue Longatti - non si rispettano gli esiti dei concorsi, vengono sollevati dubbi e questioni a posteriori rischiando così di vanificare l'intero processo di realizzazione, in un gioco al massacro e allo sperpero che è funzionale solo agli interessi politici del momento. E questa - aggiunge Longatti - è una delle ragioni per cui i grandi studi di architettura da tempo evitano di partecipare a concorsi in Italia". 

Infine, un chiaro invito alle amministrazioni a coinvolgere la città su temi di questa rilevanza: "Tutto questo - conclude Longatti - avviene senza uno straccio di dibattito pubblico; eppure i temi, oltre che di interesse pubblico, sono convinto siano anche comprensibili a tutti. Ci si nasconde spesso dietro tecnicismi, ma è evidente l'incapacità politica nell'affrontare e nel condividere le grandi scelte sul futuro di Como".

E che i Giardini Pubblici siano certamente centrali quando si parla di rivoluzioni, non c'è dubbio.

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Va detto, infine, basta girare per l'Italia, che ovunque si sia puntato sul forte potenziamento delle aree pedonali, il turismo si è trasformato in una risorsa vincente, capace da sola di trascinare l'economia di molte città. 

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