Comune di Campione, incontro in Prefettura: nessuna conciliazione, esuberi confermati

Negativo l'esito dell'incontro: nuova delibera della giunta che formalizza gli 86 esuberi

La protesta dei lavoratori del Casinò davanti alla Prefettura- 1 agosto 2018

Nessuna conciliazione sugli esuberi in comune a Campione d'Italia: ha dato esito negativo l'incontro che si è svolto martedì 14 agosto 2018 in Prefettura a Como con i sindacati Cgil, Cisl e Uil, le rsu e il Comune per risolvere la grave crisi che interessa l'enclave, in dissesto finanziario. 
Assente il sindaco, Roberto Salmoiraghi: per il comune era presente il segretario generale Lucia Amato.

"La segretaria - spiega Matteo Mandressi della Cgil - ci ha comunicato che è stata approvata lunedì 13 agosto 2018 una nuova delibera che formalizza gli esuberi in comune. La giunta ha deliberato la nuova dotazione organica che prevede 16 dipendenti contro i 102 attuali. C’è proprio il dettaglio delle posizioni che vengono soppresse. Tra le altre cose - prosegue Mandressi- è stato completamente eliminato il servizio di controllo, cioè i controllori della casa da gioco che sono una trentina".

Si tratta del personale incaricato di garantire la sorveglianza sui tavoli da gioco del Casinò (chiuso dallo scorso 27 luglio dopo la dichiarazione di fallimento) affinchè tutto si svolga regolarmente. 

"Eliminare il serivizio - dice Mandressi- sginifica che il comune non ha prospettiva di una prosecuzione dell'attività della casa da gioco".

Che cosa dunque attende gli 86 dipendenti a rischio?

 "Adesso ci sono i tempi tecnici che durano 90 giorni - illustra Mandressi- dove si può svolgere un confronto con i sindacati per trovare soluzoini alternative, oggi  è stato un primo incontro. Siccome però non ci sono risorse economiche è un passaggio inutile, non ci sono alternative - dice- La legge prevede che al posto degli esuberi si può ridurre l'orario o ricollocare i dipendenti in altri servizi del comune. Ma il problema è che a Campione non ci sono altri servizi. Dopo i 90 giorni i dipendenti verranno messi in lista di disponibilità, cioè sospesi dal lavoro, retribuiti all’80% e nel corso dei 2 anni successivi possono essere chiamati in altri comuni della provincia se ci sono carenze di organico. Altrimenti, se così non fosse, dopo due anni vengono licenziati.

La Prefettura, da parte sua, -prosegue il sindacalista-ha dichiarato di essere interessata alla vicenda e di essere in contatto col Ministero e concorda sul fatto che ci vuole intervento di caratterre politico istituzionale.

Noi abbiamo chiesto che venisse trasmesso al Ministero tramite la Prefettura una richiesta di tavolo ministeriale sulla vicenda Campione.

La situazione è talmente compromessa - prosegue amareggiato Mandressi- che è diffiicle immaginare come sbloccare una situazione che è congelata. Il problema è che, oltre alla crisi gravissima, non ci sono prospettive. E i tempi non aiutano: il comune -conclude -ha chiesto di derogare alla legge per evitare che si riduca il personale a 16 ma si arrivi a 40, ma la comissione che deve dare una risposta è convocata per il 25 settembre".

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