Giardini a Lago, boom boom: stravolto il progetto originale

Il pensiero di tre architetti comaschi e degli ex assessori Gerosa e Spallino

Rendering del progetto vincitore

Sarà stato il boom di ieri, oppure le saette lanciate da Attilio Terragni a difesa della sacralità del luogo - che è bene ricordare come sia degradato e circondando dalle auto - sta di fatto che il progetto dei Giardini a Lago (che pure era piaciuto all'assessore allo Sport Marco Galli, l'estate scorsa dopo il primo sì del Comune aveva infatti mostrato il suo gradimento generale) è stato presentato in Commissiome Urbanistica completamente stravolto. La riunione di ieri, dove ognuno dei componenti ha comunque portato il proprio contributo in un clima collaborativo, ha di fatto sancito un'autentica rivoluzione. La prima vittima è il corso d'acqua: delle quattro vasche previste dal disegno dello studio dell'architetto Sara Angelini, vincitrice del concorso, ne rimarrà solo una. A rischio anche il pontile che si affaccia direttamente sul lago e cancellata quasi del tutto l'area sportiva; fatta salva, forse, l'area per lo skate park. La nuova direzione intrapresa è quella che rivede il luogo soprattutto a verde per i bambini e le famiglie.

Su questo colpo di scena, nemmeno tanto sorprendente visti i passaggi precedenti, non ultimo quello di una richiesta di rinvio,  abbiamo sentito il parere di alcuni architetti comaschi che già in passato erano intervenuti sul tema. "Niente di nuovo - afferma Sergio Beretta - l'ipotesi era nell'aria. Dispiace soprattutto aver perso lo specchio d'acqua. Di certo la manutenzione non può essere una scusa per cancellare un progetto nella sua sostanza. Se una città cresce, deve crescere in pari musura anche il modo in cui la si gestisce. Sul pontile avevo anche io qualche perplessità, almeno finchè in Cosia non verrà bonificato. Anche sulla sacralità del luogo, evocato più volte, ho qualche perplessità, vista comunque la complessità della zona. Da architetto sicuramente vedersi stravolgere un progetto dal committente non può far certo piacere.
Ancora più netto Michele Bollini, da sempre sostenitore del lavoro vincitore e in generale di tutte le rivoluzioni avviate dalla precedente giunta guidata da Mario Lucini: "C’è stato un concorso di progettazione, c’è stata una commissione che ha giudicato sulla base di alcune valutazioni e punteggi. C’è stato un vincitore che per contenuti ha primeggiato su gli altri. Ora perché due assessori cambiano e stravolgono a loro piacimento un progetto che ha vinto un concorso pubblico? Se ho capito bene l’assessore allo sport toglie le funzioni sportive?
In linea ma più complesso il pensiero di Marco Longatti, terzo architetto a cui abbiamo chiesto una riflessione: "Non si fa a tempo a rallegrarsi della ripresa del progetto di riqualificazione dei Giardini a Lago che già bisogna preoccuparsi del suo stravolgimento. È uno dei tanti malcostumi italiani, quello di indire concorsi, assegnarli e rivederne i presupposti al momento della realizzazione. Un’operazione che, quando interviene sui quei caratteri fondamentali del progetto che sono stati determinanti per l’assegnazione del concorso pubblico, dovrebbe essere semplicemente considerata illegittima".
"In questo caso - prosegue Longatti - le modifiche decise dal Comune non sono affatto secondarie: la radicale riduzione dello specchio d’acqua, che è certamente l’elemento piú scenografico della proposta, e l’eliminazione del pontile in linea che si affaccia sul lago. Sembra davvero che a Como si abbia paura dell’acqua, non c’è fontana che scampi. Lo notava qualche giorno fa anche Luca Michelini in uno scritto su Ecoinformazioni".
Considererei invece una modifica positiva e non riduttiva - continua Longatti" - la sostituzione dei “campetti” sportivi (tristi malgrado i renderings eccitati) alle spalle del Cube con uno skatepark, sperando che non si tratti del solito scivolo di cemento recuperato ma di una struttura degna nel disegno e nelle dimensioni. Non ci vedrei attacchi alla sacralità del luogo, (rif. ad Attilio Terragni), profanati invece dall’incuria e dalle asfaltature, quanto piuttosto l’aggiornamento di un uso ormai storico. Sará comunque meglio del tendone della giostra, usato ora dai disperati come rifugio notturno. Non mi dispiace nemmeno la duplicazione dell’asse visivo tra “sacro” (il Monumento) e “ludico” (l’asse del Cosia). Va ribadita la necessità di eliminare il passaggio e la sosta delle auto sul viale del Monumento, ma sono decisioni che dipendono dalla viabilitá e sfuggono ai progettisti.

Infine, il pensiero degli ex assessori che più di tutti hanno voluto il restyling dei Giardini a Lago: "Ho il massimo rispetto del voto - afferma Lorenzo Spallino. Se questa amministrazione ritiene che il progetto licenziato dalla giunta precedente non sia organico alle strategie urbanistiche per le quali è stata eletta, credo che abbia il diritto-dovere di cancellarlo, senza limitarsi a modificarlo. Poi, da giurista, mi chiedo se sia possibile alterare così significativamente a posteriori un progetto per il quale è stato indetto un bando ed effettuata una gara. Forse sarebbe più sicuro a questo punto, per l'amministrazione, decidere di non realizzarlo". Chiosa la vicenda Daniela Gerosa: "Premesso che non ho visto di persona le modifiche proposte, stando a ciò che riportano i media penso che un progetto nato dalla serietà con cui è stato selezionato - in modo indipendente da una commissione, modalità che rivendico con forza - debba essere rispettato. Da professionista (Daniela Gerosa è architetto, ndr) penso che il lavoro fatto andrebbe condiviso e non totalmente stravolto. Poi è chiaro che dal punto di vista delle amministrazioni ognuno ha la propria sensibilità. La nostra era incentrata sul paesaggio, sulla storia, sull'idea di spazi sportivi e ludici. Se sparisce tutto ciò, cosa rimane? Oltre al rischio di contenziosi, che mi auguro non si aprano, a questo punto forse sarebbe stato più opportuno avere il coraggio di abbandonarlo del tutto per avviare una strada propria". La parola ora passa allo studio vincitore del progetto, vedremo come verranno digerite le indicazioni fornite dall'amministrazione Landriscina allo studio cesenate dell'architetto Angelini. 

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