Chiara Braga: "La storia non si riscrive, nemmeno a Erba"

Airoldi segnalava gli ebrei ai nazisti ma il centrodestra gli vuole dedicare una via. E il caso diventa nazionale

Chiara Braga

Infuria la polemica sulla proposta di dedicare una via di Erba ad Alberto Airoldi, podesta della città brianzola negli anni '30 e '40 e poi aderente alla Repubblica di Salò. La mozione è stata presentata dai gruppi consiliari della maggioranza di centrodestra: Forza Italia, Lega, “Il buonsenso Erba” e “Veronica Airoldi sindaco per Erba”. La discussione della mozione è attesa questa, lunedì 15 luglio, in consiglio comunale, dove Anpi ha organizzato un presidio. 

Sulla vicenda interviene anche il deputato del Pd Chiara Braga: "La storia non si riscrive, nemmeno a Erba. Ci sono responsabilità che non possono essere cancellate nemmeno dal più alto merito culturale: essersi schierati dalla parte delle leggi razziali e aver consentito e perpetrato con ruoli di alta responsabilità il regime fascista. Proporre di titolare una via erbese al Podestà fascista Alberto Airoldi è l’ennesimo tentativo inaccettabile di offuscare, se non cancellare, la memoria della lotta partigiana che ha riportato libertà e democrazia nel nostro Paese, e un’offesa al sacrificio di persone come Giancarlo Puecher, prima medaglia d’ora della Resistenza che proprio a Erba, anche con la complicità dello stesso Airoldi, sono state condannate a morte dal regime fascista. Dispiace molto che sia proprio l’attuale Sindaco di Erba, considerato il suo coinvolgimento personale, non si renda conto di quanto sia inopportuna questa iniziativa. E anzi addirittura provi a mascherare la gravità di questa iniziativa affiancandola alla figura del prete partigiano erbese Mons. Pirovano". 

"La mobilitazione delle forze antifasciste e democratiche prevista per domani - prosegue la Braga -, in occasione del Consiglio comunale che discuterà di questa proposta, è forte e giusta; ma di questo tema interesserò con un’interrogazione parlamentare anche le altre istituzioni, a partire dal Ministero dell’Interno e dal Prefetto, che hanno una responsabilità chiara nelle procedure di intitolazioni di vie comunali".

"Mi tornano in mente - conclude la Braga - le parole pesanti come pietre pronunciate in occasione del recente incontro a Como con gli studenti comaschi dalla senatrice a vita Liliana Segre, che proprio nell’erbese cercò riparo con la sua famiglia prima di essere deportata nei campi di sterminio proprio per la delazione ad opera dei fascisti locali.  'L'indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l'apatia morale di chi si volta dall'altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo'. Quello che sta accadendo a Erba ci ricorda che non ci si può voltare dall’altra parte, nemmeno a 75 anni di distanza".

Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, chiederà invece già questa mattina, audizione al Prefetto di Como in merito al caso dell’intitolazione di una via di Erba all’ex podestà Alberto Airoldi. “In serata, il consiglio comunale erbese, discuterà di questa proposta e le forze antifasciste e democratiche comasche manifesteranno, assieme all’Anpi, fuori dal municipio – ricorda Orsenigo –. Come Pd, vogliamo dimostrare la nostra partecipazione con un atto concreto. Perciò, mi confronterò con il Prefetto, che è responsabile dell’intitolazione di strade e piazze pubbliche, appunto sull’opportunità di intitolare una via della cittadina a chi ha rappresentato convintamente uno dei periodi più oscuri della storia italiana del Novecento. Vogliamo capire se è plausibile mettere sullo stesso piano i martiri del fascismo con chi era simbolo di quella dittatura”.

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