Bocciata la mozione di biasimo al sindaco Lucini

La mozione di biasimo al sindaco di Como Mario Lucini è stata discussa ieri sera in consiglio comunale, ed è stata bocciata. Con 21 voti contrari alla mozione (hanno cioè appoggiato il sindaco) e solo 9 favorevoli, il documento depositato dal...

 

La mozione di biasimo al sindaco di Como Mario Lucini è stata discussa ieri sera in consiglio comunale, ed è stata bocciata. Con 21 voti contrari alla mozione (hanno cioè appoggiato il sindaco) e solo 9 favorevoli, il documento depositato dal consigliere di opposizione Alessandro Rapinese (Adesso Como) è stato respinto.

Il dibattito è durato quasi tre ore e si è svolto in modo abbastanza pacato, ad eccezione di uno sfogo del leghista Peverelli nei confronti di Marco Tettamanti, capogruppo di Como Civica. E' stato Luca Ceruti di M5S a presentare ed esporre i contenuti della mozione. Rapinese, infatti, ha preferito non partecipare alla discussione poiché la mozione prende le mosse proprio da un episodio che lo ha visto protagonista: il 14 maggio Rapinese si è presentato a un incontro sulla Ztl che il sindaco stava tenendo con i rappresentanti delle categorie interessate dal provvedimento di allargamento della zona a traffico limitato. Rapinese ha chiesto di partecipare all'incontro ma il sindaco Lucini gli ha fatto presente che l'incontro non era pubblico. Da qui la mozione (della quale pubblichiamo il testo completo) che parla di "futili motivi" per i quali Rapinese non è stato accolto all'incontro.

Tutta l'opposizione ha sottoscritto la mozione che, quindi, è stata iscritta all'ordine del giorno con urgenza. Dopo la presentazione di Ceruti, che ha sostenuto le ragioni della mozione, è intervenuta Anna Veronelli (Pdl) che ha espresso "delusione" per l'atteggiamento del sindaco che ha escluso Rapinese dall'incontro sulla Ztl. Il sindaco Lucini ha, però, replicato, spiegando le sue ragioni e ribadendo chiaramente che l'incontro non era pubblico e ha aggiunto: "Mi sembra abbastanza stupefacente che si sia costruito questo caso. Non capisco quali siano i futili motivi. Non ho nessun motivo per impedire a un consigliere comunale o a un cittadino di partecipare a un incontro pubblico, anzi, sarei lieto di avere una partecipazione anche maggiore anche dai consiglieri di minoranza, ma questo era un incontro non pubblico".

Molti consiglieri minoranza, come Alberto Mascetti e Diego Peverelli della Lega Nord) hanno domandato "cosa ci fosse di così segreto in quell'incontro". Altri, come Francesco Scopelliti, hanno chiesto al sindaco di cambiare atteggiamento nei confronti della minoranza. Enrico Cenetiempo (Pdl) ha invece auspicato che ma minoranza "non apprenda più le notizie dalla stampa" ma che ci sia una comunicazione più diretta riguardo alle decisioni e alle notizie che riguardano l'amministrazione.

Tra i pochi consiglieri di maggioranza a intervenire è stato Luigi Nessi (Paco-Sel). Nel suo intervento Nessi, pur ribadendo la stima per Rapinese, ha espresso totale contrarietà rispetto al merito della mozione e ha ribadito la convinzione che fosse diritto del sindaco non fare partecipare Rapinese all'incontro del 14 maggio. Alla fine la votazione, che è avvenuta a scrutinio segreto, ha visto 30 votanti (Peverelli è uscito dall'aula dichiarandosi contrario in senso generale alle mozioni di sfiducia e biasimo). La mozione è stata bocciata (e quindi nessun "biasimo" per Lucini) con 9 voti favorevoli e 21 contrari. Pur trattandosi di voto segreto, è lecito pensare che tutta la maggioranza abbia votato contro la mozione e l'opposizione a favore.

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