Estate a Como, bando del Comune in ritardo e ancora nessun programma

Situazione paradossale mentre ancora si cerca il nuovo assessore alla Cultura e Turismo

Il Wow a Como

Ci risiamo, evidentemente la brutta esperienza della scorsa estate non è bastata. Se infatti la passata stagione è iniziata solo a luglio - allora l'assessore Rossotti disse di non avere colpe in quanto appena arrivata sulla sedia della Cultura - anche gli eventi estivi del 2019 rischiano di partire in ritardo. Siamo a marzo e del bando ancora nessuna notizia ufficiale. Vacante la sedia Rossotti, le cui dimissioni sono ufficialmente irrevocabili, la situazione rischia di farsi davvero complicata. 

Appare del tutto evidente che per organizzare un dignitoso calendario di venti estivi occorra un minimo di programmazione. Innanzitutto per poter lavorare su un ventaglio di artisti ampio e non solo su ciò che rimane, come nel 2018 quando si arrivò alla fine di giugno. Poi un calendario lo devi promuovere per tempo e non sempre in corsa. Invece è almeno dal 2017 che siamo in perenne emergenza; il rischio che ci si avvii verso la terza stagione zoppa consecutiva è sempre più reale. D'altronde questa è una città a cui manca un vero e proprio assessore alla Cultura fin da quando il sindaco Mario Landriscina avocò a sè l'ufficio per poi cerderlo solo nella tarda primavera del 2018 a Simona Rossotti.

Del suo passaggio in questo ufficio ci sono davvero poche tracce. Chi arriverà al suo posto - si spera davvero in un nome competente e con una sufficiente conoscenza della città e dei suoi operatori culturali - non erediterà nulla e dovrà costruire una montagna. Dalla quale magari provare ad osservare orizzonti lontani. Ma occorre farlo in fretta, pensando che anche il tesoretto della tassa di soggiorno (appena raddoppiato) merita risposte su come verrà destinato. E pensare che questa era la città che aveva persino l'ambizione di diventare Capitale della Cultura Italiana. E in tutto questo, lo affrontiamo in un articolo a parte, il Comune di Como sta facendo dannare alcuni organizzatori che ancora aspettano il contributo per gli eventi organizzati l'anno scorso. Oltre la beffa anche il danno. 

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