Lezione dei carabinieri contro le truffe a San Fedele Intelvi: i consigli per non cascarci

Il comandante di Menaggio ha messo in guardia gli anziani dalle più frequenti tecniche di raggiro

L'incontro con la cittadinanza

Continuano gli incontri dei Carabinieri del Comando Provinciale di Como con la cittadinanza, volti a fornire preziosi consigli per contrastare in particolare l'odioso fenomeno delle truffe agli anziani. Dopo gli incontri dei giorni scorsi a Cernobbio, Carlazzo, Valsolda e Fenegrò, nella serata di martedì 28 agosto 2018 è stato organizzato presso la sala conferenze della Comunità Montana Lario Intelvese di Centro Valle Intelvi, a San Fedele, un nuovo appuntamento con la cittadinanza proprio su questo tema.

La riunione, a cui erano presenti diversi Amministratori locali (tra i quali il Presidente della Comunità Montana che ha fatto gli “onori di casa”, ringraziando sentitamente l’Arma dei Carabinieri per l’operato svolto, i Sindaci di Alta Valle Intelvi, Centro Valle Intelvi, Ponna, Laino ed il Vice Sindaco di Schignano), è stata favorevolmente accolta dalla numerosa platea (circa 50 persone presenti) e ha suscitato molto interesse da parte dei partecipanti.

Il Maggiore Filippo Bentivogli, Comandante della Compagnia di Menaggio, ha inizialmente fornito i consigli pratici che, nel corso degli ultimi anni, l’Arma dei Carabinieri sta diffondendo attraverso incontri pubblici, conferenze e pubblicazioni di opuscoli sul tema, distribuiti dai quotidiani a carattere locale, proseguendo, poi, con una casistica delle più frequenti ed astute tecniche di truffa messe in opera dai malviventi.
I carabinieri hanno insistito in particolare sulle due regole fondamentali: non aprire la porta a persone sconosciute e non esitare a chiamare il 112.

Ecco quali sono le tecniche di raggiro più diffure spiegate dai carabinieri nel corso della campagna informativa che sta interessando numerosi comuni della provincia di Como.

La truffa del finto carabiniere

Varie le modalità:

  • una coppia di truffatori riesce ad avere accesso all’abitazione dell’anziana vittima presentandosi uno, come dipendente comunale ed in quanto tale si fa accompagnare nell’appartamento con il pretesto di effettuare dei controlli sullo smaltimento dei rifiuti, mentre l’altro, che giunge poco dopo, come maresciallo dei carabinieri in abiti civili che necessita di effettuare un sopralluogo a seguito di furti avvenuti poco prima nella zona. L’anziano, solo in casa, con due estranei ed incalzato dal finto maresciallo che gli rivolge insistenti domande, si fa facilmente distrarre, consentendo così al finto dipendente comunale di impossessarsi del contante e dei gioielli per poi fuggire con il complice;
  • i malviventi si presentano come carabinieri (in abiti civili) e, dopo aver avuto accesso all’abitazione, fingono un precedente furto ai danni della stessa vittima riferendo di aver arrestato un gruppo di nomadi con refurtiva della quale devono accertare la provenienza. Con tale pretesto si fanno mostrare dall’ingenua vittima il denaro ed i preziosi tenuti in casa che vengono quindi facilmente asportati;

Truffa del falso avvocato

i malfattori contattano telefonicamente le vittime chiedendo loro denaro, quale risarcimento per asseriti incidenti stradali o al fine di oblare eventuali contravvenzioni al codice della strada o, ancora, per procedere al risarcimento in sede civile dei danni causati da un loro familiare, asseritamente in “stato di fermo” presso Reparti dell’Arma. I malviventi spiegano alla vittima che il familiare potrà essere posto in libertà solo in seguito al pagamento di una somma da consegnare nelle mani di un sedicente avvocato.

I consigli dei carabinieri

Tra i consigli forniti, quello di diffidare al presentarsi di operatori di Polizia in abiti civili, anche se mostrano il tesserino: in caso di dubbi sulla qualifica o sull’atteggiamento di persone che suonano al campanello o bussano alla porta in maniera pretestuosa, avvertire subito, sempre, il 112.
Alla stessa stregua, la chiamata di sedicenti avvocati che chiedono denaro per un vostro parente in difficoltà, rappresentandovi, magari, l’invio di un “incaricato” disposto a prelevare soldi dal bancomat: non pagare nessuno ed in nessun caso, rivolgendosi, piuttosto, ad una persona di fiducia o chiamate il 112.

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