"Predica" dei carabinieri contro le truffe agli anziani nella chiesa di Cadorago: i consigli

Dal "finto carabiniere" al "falso avvocato", quali sono i raggiri più frequenti e come evitarli

Il Comandante della Stazione di Lomazzo, Luogotenente Gaetano Lenoci, nella chiesa di Cadorago

Contro l'allarme truffe agli anziani scendono nuovamente in campo gli uomini dell'Arma dei carabinieri. Questa volta a Cadorago.
Nella mattinata di domenica 18 novembre 2018 il Comandante della Stazione di Lomazzo, Luogotenente Carica Speciale Gaetano Lenoci, ha incontrato gli anziani nella Chiesa San Martino di Cadorago, illustrando i tipi di truffa più frequente e una dando una serie di consigli pratici per prevenire e contrastare questo odioso fenomeno.

Come funziona la truffa del "Finto carabiniere"

Una coppia di truffatori riesce ad avere accesso all’abitazione dell’anziana vittima presentandosi uno come dipendente comunale, ed in quanto tale si fa accompagnare nell’appartamento con il pretesto di effettuare dei controlli sullo smaltimento dei rifiuti, mentre l’altro, che giunge poco dopo, come maresciallo dei carabinieri in abiti civili che necessita di effettuare un sopralluogo a seguito di furti avvenuti poco prima nella zona. L’anziano, solo in casa, con due estranei ed incalzato dal finto maresciallo che gli rivolge insistenti domande, si fa facilmente distrarre, consentendo così al finto dipendente comunale di impossessarsi del contante e dei gioielli per poi fuggire con il complice.

Oppure, altra variante, i malviventi si presentano come carabinieri (in abiti civili) e, dopo aver avuto accesso all’abitazione, fingono un precedente furto ai danni della stessa vittima riferendo di aver arrestato un gruppo di nomadi con refurtiva della quale devono accertare la provenienza. Con tale pretesto si fanno mostrare dall’ingenua vittima il denaro ed i preziosi tenuti in casa che vengono quindi facilmente asportati.

Come funziona la truffa del "falso avvocato"

I malfattori contattano telefonicamente le vittime chiedendo loro denaro, quale risarcimento per asseriti incidenti stradali o al fine di oblare eventuali contravvenzioni al codice della strada o, ancora, per procedere al risarcimento in sede civile dei danni causati da un loro familiare, asseritamente in “stato di fermo” presso Reparti dell’Arma. I malviventi spiegano alla vittima che il familiare potrà essere posto in libertà solo in seguito al pagamento di una somma da consegnare nelle mani di un sedicente avvocato.

Consigli pratici per evitare truffe

Tra i consigli forniti, quello di diffidare al presentarsi di operatori di Polizia in abiti civili, anche se mostrano il tesserino: in caso di dubbi sulla qualifica o sull’atteggiamento di persone che suonano al campanello o bussano alla porta in maniera pretestuosa, avvertire subito, sempre, il 112.

Alla stessa stregua, la chiamata di sedicenti avvocati che chiedono denaro per un vostro parente in difficoltà, rappresentandovi, magari, l’invio di un “incaricato” disposto a prelevare soldi dal bancomat: non pagare nessuno ed in nessun caso, rivolgendosi, piuttosto, ad una persona di fiducia o chiamate il 112.

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