Le 5 camminate più belle sul Lago di Como

Una lista di passeggiate, escursioni e itinerari dove godere di panorami mozzafiato sul Lario

Un scorcio dalla Greenway del Lago di Como (foto di @cripozzi88 da Instagram)

Visitare il Lago di Como a partire dalle camminate e dalle escursioni che portano nei punti più panoramici del Lario o alla scoperta di sentieri pieni di storia e natura.
Il Lario non ha certo bisogno di presentazioni: è uno dei più belli d’Europa e uno dei più popolari e gettonati tra i turisti internazionali, ma anche per chi si sposta per una gita fuori porta.
Ma lago di Como non è solo ville, vip e gite in barca: tra le forme di turismo non bisogna dimenticare quello degli escursionisti, degli amanti del trekking o anche solo di chi vuole fare una passeggiata alla domenica con la famiglia.
Ecco allora, con l’avvicinarsi della bella stagione, una piccola lista di camminate che non pretende ovviamente di essere esaustiva, dal momento che gli itinerari e le passeggiate sul lago di Como sono tantissime! Ne abbiamo scelte 5 tra le più "popolari".
 Non prendetela come una classifica vera e propria (impossibile dire quale sia la migliore!), ma come alcuni suggerimenti di passeggiate, alcune alla portata di tutti, altre leggermente più impegnative, per organizzare una gita fuori porta.

La Greenway del Lago di Como

La più gettonata negli ultimi anni, anche perché per tutti e percorribile in tutte le stagioni, è sicuramente la Greenway del Lago di Como: il percorso va da Colonno a Cadenabbia, è lungo circa 10 km e attraversa i comuni di Colonno, Sala Comacina, Ossuccio, Lenno, Mezzegra,Tremezzo e Griante, seguendo a tratti l’antica via Regina.
Si può decidere di percorrerla tutta (ci vogliono circa 3 ore e mezza) o di farne solo un pezzo, tornando poi con l’autobus o il battello: il bello di questa camminata è che si attraversano i borghi e si gode di meravigliose vedute del lago.

Isola Comacina vista dalla Greenway (foto mb)-2

L’itinerario si può dividere in 7 tappe, da Colonno a Sala Comacina, da Sala Comacina a Ossuccio, da Ossuccio a Lenno, da Lenno a Mezzegra, da Mezzegra a Tremezzo, da Tremezzo a Griante, da Griante alla fine della Greenway.

Via dei Monti Lariani

Per chi è ben allenato e vuole cimentarsi in un’escursione più impegnativa, da non perdere la via de Monti Lariani, un trekking escursionistico che percorre la sponda occidentale del lago di Como lungo ben 125 km. Il percorso collega diverse località lungo le montagne, una volta alpeggi (detti mûnt, da cui deriverebbe il nome di “Via dei Monti Lariani”,) da Cernobbio a Sorico.

Via dei Monti Lariani (foto @ilyluce da Instagram)-2
Si tratta di una strada a un’altezza media di mille metri adatta anche agli escursionisti meno esperti, che offre meravigliosi scorci sulle montagne lombarde. Essendo molto lunga, nulla vieta di dividerla in più tappe. Lungo il percorso presenti diversi rifugio in cui trovare ristoro.

Spina Verde da Camerlata a San fermo con visita al Castello Baradello

Un’altra gita domenicale classica è quella in Spina Verde da Camerlata a San Fermo, con visita d'obbligo, soprattutto per i bambini, al Castello Baradello (per orari di apertura e visite guidate, consultare il sito spinaverde.it): la “sentinella di pietra”, riedificata nel XII secolo da Federico I di Svevia, il Barbarossa, su resti di fortificazioni databili al VI secolo. A 430 metri di quota, il Baradello è uno dei simboli della città e si trova in una posizione dominante su Como. 

Il Castel Baradello-2

Guarda il Baradello visto dal drone

Nelle giornate particolarmente belle e terse si può vedere anche Milano. Il percorso si può imboccare da entrambi i lati: se si sale da Camerlata bisogna prendere via Santa Brigida, se invece si parte da San Fermo, bisogna salire da via Garibaldi. Da Camerlata ci si inerpica lungo la strada ciottolata fino al parco delle Rimembranze, con il Monumento alla memoria dei caduti. Da qui, seguendo i cartelli escursionistici, si arriva alla torre del Baradello.
Proseguendo, invece, per Respaù si arriva all’area degli scavi archeologici di Pianvalle, dove si trovava l’abitato di Comum Oppidum, centro dei Celti golasecchiani nell’Età del Ferro. La passeggiata può proseguire fino a San Fermo oppure terminare alla Croce di Sant’Eutichio: qui si trova una grande croce di ferro e un punto panoramico con vista mozzafiato sulla città e sul primo bacino del lago di Como.

Passeggiata delle baite di Brunate

Per un comasco la classica gita fuori porta è a Brunate. Da qui partono moltissimi sentieri, ma la camminata tradizionale è quella delle baite. Un percorso di circa 2 ore e mezza senza particolari difficoltà, consigliata a tutta la famiglia e agli appassionati mountain bike, per godere della vista sul lago di Como.

Panorama da Brunate (foto@lcp87 da Instagram)-2
Si parte dal piazzale della funicolare a Brunate da cui si può proseguire verso San Maurizio (e una tappa al Faro Voltiano è sempre consigliata: la vista è impagabile!). Da San Maurizio si sale fino alla località Cao, dove si trova santuario di Santa Rita, il più piccolo d’Europa.
Dal piazzale del Cao l’itinerario prosegue a piedi lungo una mulattiera che porta nel bosco: è da qui che inizia la vera e propria passeggiata della baite, perché lungo la strada si incontrano alcuni ristori (baita Carla, baita Bondella, baita Boletto) in cui è possibile fermarsi per pranzare con i piatti tipici o fare una rigenerante merenda. Ma di certo non mancano gli spazi per un picnic sdraiati al sole.
Dopo un’oretta di cammino si arriva al Monte Boletto, da cui gustarsi il panorama sul lago, e proseguendo si raggiunge il Bollettone. Chi è più allenato e ha voglia di camminare in altre 2 ore può raggiungere il monte Palanzone. Il rientro a Brunate lungo lo stesso sentiero dell’andata.

Montepiatto a Torno e la Pietra Pendula

Un'altra bella escursione sul Lago è quella sul Montepiatto a Torno, alla scoperta della Pietra Pendula. Si parte da Torno (dove si può arrivare in battello da Como, perché no?), dove una volta giunti al Largo degli Alpini si sale sulla destra da una mulattiera a gradini. A metà di questa mulattiera si incontra la “Roccia di san Carlo Borromeo”, secondo la leggenda usata dal santo per alzarsi in volo insieme alle monache dell’antico convento di Montepiatto, salvato dalla peste nel 1598, e poi “planare” direttamente sul Sacro Monte di Varese. A Montepiatto da non perdere la vista meravigliosa dal belvedere della chiesa di Santa Elisabetta. 

La Pietra Pendula (foto di @selenevergani da Instagram)-2
A pochi metri si trova la Pietra Pendula, due rocce riconoscibili dalla caratteristica forma di un enorme fungo, formato da due pietre, la più grande in bilico sulla più piccola.
Si tratta di un blocco di granito ghiandone proveniente da imponenti movimenti glaciali che ne hanno reso possibile lo spostamento dalla Val Masino. Si depositò qui 50-60mila anni fa. Il masso poggia su un basamento di roccia calcarea locale, presumibilmente forgiata dall’uomo. 

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