Shine: Pink Floyd Moon, al Teatro Sociale un viaggio nel mondo della luna

Pink Floyd Moon

“I Pink Floyd? Una musica che ha un’anima…”. È questo che ha ispirato il celebre coreografo/regista Micha van Hoecke a creare il suo nuovo lavoro Shine! Pink Floyd Moon, protagonista al Teatro Sociale di Como sabato 23 novembre alle ore 20.30, sulle indimenticabili canzoni della leggendaria band inglese, musica dei suoi anni giovanili, musiche senza tempo, ponte tra rock e classica.

Accompagnato dal vivo dal sound psichedelico e ipnotico dell’acclamata band Pink Floyd Legend, interpretato da solisti del Corpo di Ballo Daniele Cipriani Entertainment, Shine di Micha van Hoecke è un viaggio sulla luna, non solo (o forse non più) luogo di follia e senno smarrito, bensì simbolo della poesia, della fantasia, della vita stessa: ma se il lato oscuro della luna nel 1973 dà il titolo ad uno degli LP più famosi della band, Micha ne scopre invece il lato luminoso.

Prodotto da Daniele Cipriani e da Gilda Petronelli, interpretato da un cast complessivo di una trentina di artisti, un sapiente gioco di luci e video proiezioni trasforma lo spazio scenico di Shine! in una surreale luna abitata da personaggi come Pierrot Lunaire e Petrushka, gli esseri “lunari” che catturarono la fantasia di Schönberg e Stravinsky, oppure da maschere uscite dai sipari della Commedia dell’arte.

Punto di partenza nella creazione di Shine è stato il famosissimo brano Shine on You Crazy Diamond in cui Roger Waters, Nick Mason, Richard Wright e David Gilmour, rendono omaggio al loro compagno Syd Barrett che si era perso nelle regioni sconosciute della “luna”, intesa come malattia mentale.

 “È la mia autobiografia, ma racconta anche la vita di ogni uomo - spiega Micha - la storia delle nostre vite che procedono a cicli, con un movimento circolare come quello della musica e della danza delle stelle, della rotazione della luna: un moto scandito da un continuo processo di nascita-morte-rinascita. (…) La vita non è altro che la stoffa dei sogni di cui scriveva Shakespeare, una stoffa che viene continuamente ordita, tramata, disfatta e ritessuta.  Shine! è un lavoro intriso di speranza, in cui la fantasia diventa l’arma per combattere il materialismo che imperversa, il potere e le brame che incombono oggi.”

Micha chiama ad interpretare Syd Barrett in Shine! nientemeno che Denys Ganio, già primo giovanissimo ballerino della Compagnia di Roland Petit che era stato tra gli interpreti originali del sensazionale Pink Floyd Ballet di Petit. La sera del debutto, 13 gennaio 1972, a Marsiglia suonavano i mitici Pink Floyd, c’erano luci psichedeliche, nubi di fumogeni e un pubblico in delirio.

Così Syd/Ganio, filo conduttore tra passato e presente, ricopre proprio questo ruolo nell’opera rock; non più giovane, seppure sempre splendido interprete, si troverà faccia a faccia con un alter ego giovane e guizzante: il ballerino Mattia Tortora, una specie di Pierrot Lunaire, personaggio che lega terra e luna.

Una serie di videoproiezioni, montate da Andrea Arnese dei Legend, richiamano lune argentate e cieli stellati, copertine di album floydiani, o vicende legate ai Pink Floyd, mentre un sapiente gioco di luci e laser trasformano lo spazio scenico in un ambiente surreale dove visioni oniriche s’incrociano per creare mondi siderali, eppure molto vicini perché dentro di noi.

Sgusciando tra i ballerini del corpo di ballo della Compagnia Daniele Cipriani, gruppo versatile che in questi anni si è imposto all’attenzione del pubblico non solo nel repertorio classico italiano, come Lo Schiaccianoci o Coppélia di Amedeo Amodio, ma anche in lavori di sapore più contemporaneo come Mediterranea di Mauro Bigonzetti, i dieci musicisti dei Pink Floyd Legend propongono le indimenticabili canzoni – da “Wish You Were Here” a “Another Brick in the Wall” – della loro matrice inglese, brani che fanno ponte tra musica rock e musica classica.

Shine! Pink Floyd Moon – opera rock su canzoni e testi inglesi, interpretata da un cast gran parte italiano con un primo ballerino avignonese, firmata da un coreografo/regista russo-belga, di cultura francese ma italiano di adozione, sposato con una giapponese, cittadino del mondo – manda in partenza un chiaro messaggio.

Se la copertina di Wish You Were Here (1975) mostra due mani robotiche che si stringono, Shine!, come tutti i lavori di Micha, è un’opera intrisa di speranza, in cui la fantasia diventa l’arma per combattere il materialismo che imperversa, il potere e le brame che incombono oggi.

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