Processione del Venerdì Santo a Como, oltre 10mila persone dietro al Crocifisso miracoloso

Un fiume di fedeli al corteo e assiepati lungo il percorso

La processione del Venerdì Santo a Como

Oltre 10mila persone alla processione del Venerdì Santo a Como: un fiume di gente lungo il percorso del Crocifisso miracoloso venerdì 19 aprile 2019. Queste le prime stime della diocesi.
Come ogni anno la tradizionale processione ha attirato migliaia di fedeli.

Il corteo

Il corteo è partito alle 15 come sempre dalla Basilica del Crocifisso in viale Varese e quest'anno ha percorso il giro corto, cioè senza la benedizione del lago. Migliaia i fedeli che si sono assiepati ben prima del passaggio del corteo lungo le strade per accaparrarsi un posto. La processione ha percorso un tratto di viale Varese fino a via Cattaneo, poi via Cadorna e arrivo in via Milano all’altezza della chiesa di San Bartolomeo. Qui il Vescovo monsignor Oscar Cantoni ha benedetto la città ricordando il miracolo avvenuto esattamente 490 anni fa, il 25 marzo 1529. Poi il corteo è tornato alla Basilica dell’Annunciata dove, dopo l'omelia del vescovo, è stato offerto il cero votivo della città.
A portare il cero, in rappresentanza della città, è stato il sindaco Mario Landriscina. 

Il bacio del Crocifisso

Continua anche il tradizionale rito del bacio del Crocifisso miracoloso fino a sabato 20 aprile quando alle 15 ci sarà la solenne reposizione.
Un gesto caro ai comaschi: quest'anno si registrano ancora più presenze rispetto al 2018. Tante le persone disabili: finora registrate 250 persone in carrozzina con i relativi accompagnatori e 600 malati.

Il miracolo del Crocifisso di Como

Era un giovedì santo e, all’epoca, era quello il giorno della processione. Si compiva il cosiddetto “giro delle sette chiese”, dirigendosi verso le chiese di santa Chiara e di san Rocco nell’allora borgo di san Protaso. Per proteggere la città dalle scorribande nemiche, il ponte sul Cosia, quindi poco oltre il monastero di San Bartolomeo, era sbarrato da una catena. Il capitano Lazzaro de Maino rifiutò l’apertura dei chiavistelli per lasciar passare la processione. A quel punto il confratello che portava il Crocifisso si piegò per consentirne il passaggio sotto le catene. Un braccio della Croce – quella in legno dorato che oggi viene portata in processione e precede il carro del Crocifisso – toccò la catena che si spezzò, così pure le pietre portanti del muro. A ricordo di quell’evento, un anello di quella catena ancora oggi è visibile sullo spigolo della chiesa di San Bartolomeo.

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