Arte, Comel 2017: il comasco Emilio Alberti premiato dal pubblico

L'artista lariano è il più amato dai visitatori della competizione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di QuiComo

Si è conclusa sabato 28 ottobre 2017 la VI edizione del Premio COMEL Vanna Migliorin Arte Contemporanea, con la cerimonia di premiazione dei vincitori. Il comasco Emilio Alberti ha vinto il premio del pubblico.

Il premio Comel

Il Premio COMEL è una realtà atipica nel panorama nazionale e internazionale dei concorsi d’arte, in quanto promuove l’utilizzo dell’alluminio come materiale principale delle opere in gara, esaltandone le caratteristiche estetiche, artistiche, comunicative e compositive. Nato nel 2012 in memoria di Vanna Migliorin, imprenditrice, appassionata d’arte e grande mecenate, è promosso dalla CO.ME.L. (Commercio Metalli Latina) e organizzato da Maria Gabriella Mazzola e Adriano Mazzola figli della compianta Vanna.

L'edizione 2017

Gremita la galleria nel centro di Latina, lo Spazio COMEL Arte Contemporanea, che ha ospitato la mostra delle 13 opere finaliste di quest’anno: Sinuosità dell’Alluminio; e che ha concluso la VI edizione del Premio COMEL. Nel corso del pomeriggio la giuria di esperti presieduta da Giorgio Angisola, alla presenza inoltre di Marco Nocca e Loredana Rea, ha decretato il vincitore e assegnato alcune menzioni speciali leggendo le motivazioni per ciascuna opera e artista nominati.

Emilio Alberti

Il comasco Emilio Aberti ha vinto il Premio del Pubblico. E' stato quindi l'artista più amato e votato dai visitatori della mostra, e dagli studenti del Liceo Artistico di Latina che sono stati invitati a partecipare alla votazione, con l’opera Tempesta (Onda). Emilio Alberti ha esordito nel 1976 ad Art Basel, il suo percorso artistico attraversa pittura, scultura e installazione e si caratterizza con una carriera internazionale, in stretta collaborazione con poeti, musicisti e artisti di discipline diverse. Sin dal 2005 ha elaborato una personale tecnica che unisce stucchi e lamina d’alluminio.

Gli altri premiati

Il Premio della Giuria, che decreta il vincitore dell’edizione 2017, è andato a Rosaria Iazzetta e alla sua opera Senza Titolo. Docente d’arte presso l’Accademia di Napoli, è una scultrice-artigiana che dona nuova vita al materiale di scarto facendo opere d’arte. La sua formazione e attività tra Occidente e Oriente, ne fa artista dal background internazionale, fortemente legata alla sua terra, impegnata in una continua attività creatrice che unisce arte, impegno sociale ed etico. Ha dedicato il suo premio a tutte le donne impegnate in ambiti solitamente ritenuti “maschili”, ribadendo che la scultura “non è una questione di genere, ma un atto d’amore indipendente, libero e grandioso!”. La sua opera è stata scelta per la grande perizia con cui l’alluminio è stato saldato e modellato, che si unisce alla suggestiva creazione di un essere antropomorfo di grande impatto drammatico e avveniristico. Tre le menzioni speciali assegnate al torinese Lele De Bonis per l’opera Sigmund, al fiorentino Lorenzo Galligani per l’opera Acqua e al londinese George King per l’opera Holding Pattern. Lele De Bonis vive e lavora a Torino dove è scenografo per il teatro, il cinema e parchi divertimento. Il suo percorso artistico nasce e si sviluppa dal recupero e assemblaggio dei materiali, soprattutto legno e alluminio, con i quali propone una riflessione sull’essere umano verso il quale ha uno sguardo grottesco e cinico ma mai accusatore. La sua opera ha guadagnato una menzione speciale per l’intenso riferimento psicanalitico: il cubo rotto indica chiaramente la perdita di un equilibrio che è però tradotta in chiave positiva come una libertà spirituale ed espressiva. Lorenzo Galligani è uno scultore fiorentino, la sua formazione internazionale l’ha portato a contribuire attivamente come artista e studioso in qualità di Visiting Professor in Italia, Messico e Giappone. Fine scultore predilige materiali come pietra, legno e marmo, che modella attraverso metodi tradizionali a mano. È direttore dell’Accademia Galligani di Firenze. Della sua opera Acqua, la giuria ha apprezzato la lavorazione del metallo fuso unito a un’impostazione classica della scultura, che scaturiscono in una chiara allusione introspettiva e psicologia. George King è un architetto che ha partecipato a importanti progetti in diverse parti del mondo Australia, Europa, Medio Oriente e Russia. Fondatore e direttore del design studio NEON, è stato senior architect presso lo Zaha Hadid Architects (ZHA), dove ha lavorato per il Centro Acquatico Olimpionico (Londra 2012), lo stadio per i campionati mondiali del Qatar (FIFA 2022), la Banca Centrale irachena e il Centro mediorientale della Oxford University. Insegna presso la Lund University in Svezia, la Bartlett School of Architecture di Londra e la Monash University in Australia. La sua opera ha avuto la menzione speciale della giuria per i suggestivi effetti visivi che ha saputo donare a semplici sagome in alluminio assemblate in modo da suggerire la forma di una sorta di rotore.

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