Al Museo della Seta di Como "Manlio Rho: il senso del colore. Tra tessile e arte"

Un'opera di Manlio Rho

Il Museo della Seta di Como, fulcro della documentazione e testimonianza storica della tecnologia e della creatività serica comasca inaugura, giovedì 18 ottobre con la curatela di Luigi Cavadini e Francina Chiara, la mostra “Manlio Rho: il senso del colore. Tra tessile e arte”. Figura rilevante del mondo dell’arte ed esponente di spicco, con altri artisti comaschi suoi contemporanei (Carla Badiali, Aldo Galli, Carla Prina, Mario Radice) dell'astrattismo storico italiano, Rho ha dato un significativo contributo alla maturazione di una visione del disegno tessile al passo con la modernità.  Il suo ruolo in ambito artistico ha avuto grande attenzione, fin dalla pubblicazione del catalogo generale della sua opera, curato da Luciano Caramel e pubblicato nel 1990, ma il suo lavoro nel comparto tessile attende ancora di essere indagato e presentato al pubblico nelle sue tappe e nella sua varietà.

La mostra “Il senso del colore” esplora le pratiche dell’artista in ambito tessile, dove egli ha esercitato le sue molteplici competenze nella veste di disegnatore e di esperto di colore, nell'insegnamento alla scuola Setificio di Como e nella consulenza a numerose aziende del settore.  Attraverso materiali databili tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta del Novecento, la mostra mira a ricostruirne il percorso da cui si palesa come l’attività di Rho sveli le importanti influenze reciproche tra le diverse arti: geometria e astrazione che caratterizzano le sue opere pittoriche possono essere infatti meglio comprese alla luce del continuo confronto con la pratica della costruzione di un pattern tessile e grazie alla composizione di forme e colori che ne costituiscono l’essenza.  

Esposti in mostra un centinaio di materiali (di cui molti inediti) tra disegni, tessuti, dipinti, cartelle colori e documenti cartacei. Gli anni Trenta sono testimoniati da tessuti stampati e dipinti astratti accomunati da una ricerca sul colore che è il filo conduttore dell’operare dell’artista ed è influenzata dalla grafica d’avanguardia e dagli accostamenti cromatici proposti dall’editoria di Moda di quegli anni. I tessuti e dipinti esposti dialogano non soltanto con le palette colori e i figurini dell’Officiel de la Couleur – che erano nella biblioteca di Rho da cui usciranno per la prima volta - e le cartelle colori dell’Ente nazionale della Moda, ma anche con peculiari ricerche architettoniche sviluppatasi nella Como degli anni Trenta, quali ad esempio un pannello della Pinacoteca civica di Como ideato da Marcello Nizzoli per la casa del Fascio di Terragni.  Il percorso dell’esposizione si chiude con una corposa sezione dove trovano spazio gli esiti della consulenza del professore – così era chiamato Rho – nel campo del tessuto per abbigliamento e d’arredamento.  Provenienti dall’Archivio di Stato di Como sono esposti i materiali relativi a tessuti realizzati dalle Filande e tessitura Costa sotto la direzione artistica di Manlio Rho per creatori di Moda del calibro di Hubert de Givenchy e Dior. L’impegno dell’artista per innovare il settore dell’arredamento è documentato da disegni e tessuti che hanno diretta derivazione dalle sue opere pittoriche, spesso ideati nella fucina innovativa che fu la ditta Socota, mentre la sua competenza è dimostrata dalla nomina a membro di giuria in numerosi concorsi, tra cui quello dedicato al disegno di tessuti per arredamento bandito dalla Socota in occasione della X Triennale di Milano del 1954.

La mostra è accompagnata da un catalogo con testi introduttivi e di approfondimento dei curatori edito, per la prima volta, dal Museo della Seta di Como.
 

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