Turismo e commercio, ecco la ricetta per il futuro del centro storico di Como

L’assessore Butti: "A Como c'è vitalità, la città murata deve diventare distretto commerciale"

Turisti in centro storico a Como

Centro storico di Como vitale, ma comunque da rilanciare come vero e proprio distretto commerciale. Ad affermarlo è l'assessore comunale al commercio di Palazzo Cernezzi Marco Butti. 
Il riferimento è allo studio di Confcommercio dal titolo "Demografia d'impresa nei centri storici italiani", presentato ufficialmente a Roma il 23 febbraio 2018. Una fotografia scattata dall'Ufficio Studi dell'associazione della situazione dei negozi dei centri storici. Studio che ha evidenziato come tra 2008 e 2017 nei centri storici di 110 comuni italiani di medie dimensione capoluoghi di provincia (tra cui Como) e 10 comuni non capoluogo, il commercio abbia subito molte chiusure di attività commerciali. Ben 63 mila sono i negozi che hanno chiuso i battenti, soprattutto nei settori tradizionali, come mobili e ferramenta, libri e giocattoli, vestiario e calzature, carburanti. Resistono i tabaccai, le farmacie, i piccoli alimentari e le nuove attività di computer e telefonia.
Da contraltare fa l'aumento di imprese straniere, soprattutto ambulanti, che hanno aperto i battenti.
Non in tutta Italia, ovviamente, le cose vanno allo stesso modo e tra i centri in cui si registra una certa vitalità per una crescita soprattutto della ristorazione e dell'alloggio e dove è fiorente il commercio fisso e al dettaglio, Confcommercio ha individuato anche Como. 

Eppure, a giudicare dai numerosi negozi che hanno chiuso in questi mesi a cavallo tra fine 2017 e inizio 2018 in città murata non sembrerebbe: dalla storica fumetteria di via Vitani al Frigerio dischi di via Luini. E ancora, recentemente, il negozio della catena Promod sempre in via Luini. 
Secondo Butti, "la ricerca deve servire come stimolo a proseguire in un lavoro sinergico con tutti gli altri settori dell’Amministrazione (Turismo, Sicurezza, Arredo Urbano, Urbanistica in primis) ed in collaborazione con le associazioni di categoria per proseguire verso il rilancio del centro storico quale vero e proprio distretto commerciale, senza dimenticarci - prosegue -delle criticità che sono comunque presenti in altre zone della città come ad esempio via Milano, via Manzoni ed i quartieri periferici, in primis Ponte Chiasso. Infine il capitolo del turismo, croce e delizia per il Lario: "La nostra città - conclude Butti- è in trasformazione, sempre più orientata al turismo, come dimostrano anche gli aumenti in centro storico di strutture ricettive extralberghiere", appartamenti vacanze in primis, che hanno fatto registrare un vero boom.

Insomma, un centro storico da rilanciare. Eppure a proposito di rilancio del centro storico non si può fare a meno di toccare il tasto viabilità e zona a traffico limitato: dalla nuova giunta, e in particolare dal sindaco Landriscina, è stata più volte ventilata in questi mesi la possibilità di restringere la ztl riaprendo alle auto Piazza Roma. Ultimo annuncio in questo senso, la volontà di sperimentare l'eliminazione del divieto di transito in alcune ore in via Milano. Bisogna capire, dunque, come l'amministrazione intende procedere in questo senso e soprattutto capire se più auto in centro sono da intendersi come un plus o un danno per il commercio comasco.

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