Teatro Sociale di Como, fine di un'epoca: dopo Peronese arriva Bocchietti

Il notaio era alla guida della società dei Palchettisti dal 2001, a lui va il merito della rinascita

Il Teatro Sociale di Como

Dopo le fiamme dei giorni scorsi, che hanno dato fuoco alle ruggini covate da tempo, ieri notte è arrivato l'atteso verdetto. Francesco Peronese, l'uomo forte e autonomo, non è più presidente della società dei Palchettisti del Sociale, al suo posto è stato nominato Claudio Bocchietti, a cui spetta il compito di proseguire la splendida crescita del teatro di piazza Verdi a Como. Franco Peronese, che non ha partecipato alle votazioni, è amareggiato per il modus operandi che ha portato alla successione ma non ha voglia in questo momento di riaccendere le polemiche: "Il Sociale sarà sempre nel mio cuore. Fa parte della cultura della città che mi ha accolto e gli auguro tutto il bene possibile. Se ci sarà bisogno di me, io ci sarò sempre".

Non c'è dubbio che Francesco Peronese, alla guida dei Palchettisti del Teatro Sociale per ben 18 anni, abbia fortemente contribuito alla rimascita del palco bicentenario di piazza Verdi. Quando nel 2001 il notaio Peronese arriva alla presidenza il Sociale si trova a un bivio: chiudere o rinascere. La situazione era veramente disastrata, sia dal punto economico sia da quello gestionale. Dopo un’esperienza di due anni con Gianmarco Longoni, che gestiva a Milano il Manzoni e lo Smeraldo, lui stesso lo orientò verso Aslico”. Una realtà milanese che si è avvicinata al Sociale con molto rispetto. Allora il teatro aveva un cartellone con meno di 20 spettacoli all’anno e le perdite in lire erano di 400/600 milioni a stagione. Da qui, grazie anche ai palchettisti, che hanno investito qualche milione di euro, parte dei quali recuperati dai finanziamenti pubblici, è iniziata la collaborazione con Aslico su due livelli: quello del restauro del teatro e quello di un calendario di spettacoli adeguato al Sociale. Altro tassello fondamentale per la rinascita e l'affermazione del teatro è stato l'arrivo di Barbara Minghetti, che ha portato avanti con l’impronta imprenditoriale che serviva in quel momento il grande lavoro svolto dal Maestro Bruno dal Bon. Non si dimentichi poi l'importantissimo recupero della facciata del Canonica, l'ala sud del teatro che si affaccia in Arena, anch'essa restituita da tempo agli eventi del Festival Como Città della Musica. Il resto è storia recente, sappiamo infatti tutti quale ruolo internazionale ricopre oggi il Teatro Sociale. Vedremo nei prossimi mesi se il nuovo percorso avverrà in continuità con chi ha portato il Sociale a questi livelli. 

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