Martina Redaelli, a 26 anni è la Tanatoesteta alle onoranze funebri De Agostini

L'azienda con sedi a Como, Bulgarograsso e Villaguardia spiega questa figura professionale

Tanatoesteta

Avere a che fare con la morte non piace a nessuno. Ancora meno parlarne. Proprio il fatto che questo argomento sia considerato tabù crea difficoltà a chi del proprio lavoro ne ha fatto passione e obiettivo di vita. È questa la situazione di Martina, giovane Tanatoesteta , fresca di assunzione presso le Onoranze Funebri De Agostini. Marco De Agostini spiega le motivazioni della sua scelta innovativa.

Di cosa si occupa Martina e perché ha scelto questa professione così insolita?

Martina è Tanatoesteta, ossia si occupa di tutto ciò che riguarda la composizione visiva di un defunto, dalla sua sanificazione, alla vestizione, alla cosmesi. Inoltre restituisce gli originali tratti del volto a chi purtroppo ha perso la vita a seguito di un incidente o una brutta malattia. Il fine è donare alle famiglie un ricordo migliore, che per altro sarà l’ultimo, di chi non sarà più al loro fianco. Sicuramente non è da tutti approcciarsi a un defunto con naturalezza e tranquillità, soprattutto dimostrando una predisposizione naturale sin da bambina. Nel nostro caso, da che lei ricordi, Martina ha sempre affermato di voler intraprendere questa strada, con la curiosità scientifica di capire cosa succede al nostro corpo dopo la morte.

Quali difficoltà ha incontrato o tuttora incontra nello svolgere il suo mestiere?

Oltre alla ricerca di corsi e indirizzi di studio quasi inesistenti nel nostro Paese, l’ostacolo maggiore per lei, ma anche per noi, è sempre stato la non conoscenza in materia. Difficilmente si riesce ad avere una conversazione costruttiva o spiegare nel dettaglio come si interviene su una salma. In realtà quello che fa Martina è semplicemente migliorare e mitigare una situazione di per sé tragica mettendo le mani su una materia di cui siamo composti tutti. E’ una novità assoluta nel campo della funeraria, una figura professionale nuova e innovativa che spaventa la vecchia guardia o che viene presa sottogamba, bollata come superflua e quasi invadente.

Quali studi ha affrontato?

Attualmente in Italia i corsi di formazione sono pochi e brevi, organizzati presso una Funeral Home di Modena. Guardando all’estero invece si apre un intero mondo di studi approfonditi, diplomi e qualificazioni specifiche. Martina, terminati i corsi in Italia, ha scelto una specialistica a Budapest tenuta da un insegnante spagnolo che le ha insegnato ad affrontare casistiche varie e di alta difficoltà che prevedono procedure attualmente non applicabili nel nostro Paese per l’assenza di una legislazione precisa, ma molto attese , soprattutto dai giovani tanatoesteti e tanatoprattori come lei, perché semplificano enormemente il lavoro. Laureata in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Milano ha deciso di affrontare una tesi sulla Tanatoprassi e Tanatoestetica nella speranza di diffondere il più possibile una nuova materia di studio e un nuovo argomento di discussione.

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Cosa significa per lei fare questo lavoro?

Con l’assunzione da parte nostra, dopo un intenso anno segnato da porte in faccia come ogni giovane professionista che si rispetti, dice di sentirsi finalmente apprezzata per la figura professionale che lei e i suoi compagni di corsi stanno creando da zero. Aggiunge sempre di sentirsi fortunata nel poter svolgere la professione per  cui ha studiato per anni, non a tutti piace il proprio lavoro. Il miglior complimento per lei e quindi indirettamente anche per noi è quando i parenti le dicono che dopo il suo intervento il defunto sembra solo addormentato. La serenità sul volto della salma si riflette anche sulla psiche di chi resta.

Che differenza c’è tra una Tanatoesteta e un’Estetista?

La differenza è abissale, perché non stiamo parlando solo di applicare del fondotinta ( come potrebbe fare un’estetista), il trucco è l’ultima fase di un processo di sanificazione svolto con prodotti appositamente studiati per ottenere una precisa reazione della pelle di un defunto. Persino i cosmetici non sono commerciali ma provengono da fornitori esteri specializzati nella funeraria. Anche la scelta del materiale più adatto è frutto di una lunga e accurata ricerca. Voglio sottolineare anche che un conto è ottenere un buon risultato su un volto integro, un altro è ottenere lo stesso buon risultato su un volto sfigurato da traumi: bisogna sapere esattamente dove mettere le mani e che prodotto usare. I miracoli non sono compresi nel servizio, ma un tanatoesteta specializzato può risolvere sicuramente una più ampia varietà di casi rispetto a chi è preparato solo sul make-up.

Quanto è importate dal punto di vista psicologico il vostro servizio di tanatoestetica?

Considerando che il contesto è quello del lutto, quindi un momento di estremo dolore, e che ognuno elabora le emozioni a modo proprio, sicuramente vedere il proprio caro in una condizione estetica accettabile aiuta moltissimo, soprattutto quando vengono cancellati i segni della sofferenza o della malattia. Se prima le vittime di incidenti venivano mostrate alla famiglia anche quando i corpi erano in condizioni tali da lasciarne un ricordo traumatico, un intervento di tanatoplastica, ossia di ricostruzione, permette di esporre la salma per l’ultimo saluto, avendone restituito i tratti originali. Sono tutti gesti che addolciscono in qualche modo il distacco e il senso di vuoto.

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