Pulizia del mercato coperto, Confesercenti Como: "Una presa in giro" ma il comune accusa l'impresa

La rabbia dell'associazione. Da Palazzo Cernezzi sollecito all'azienda che doveva pulire

Il mercato coperto di Como

Nuovo capitolo nel braccio di ferro tra Confesercenti e comune di Como sullo stato del mercato coperto di via Sirtori. Soltanto due giorni fa, il 16 aprile 2018, l'associazione era andata all'attacco sul padiglione ex grossisti, chiedendo che non venisse sprecato ulteriore denaro pubblico.
Mercoledì 18 aprile ecco il nuovo sfogo: questa volta al centro del malcontento di Confesercenti c'è la pulizia annunciata delle reti di protezione dai piccioni, avvenuta domenica 8 aprile.
Intervento che non ha evidentemente soddisfatto l'associazione, che in una nota di fuoco parla di "presa in giro".

La lettera di Confesercenti Como sulla pulizia del mercato coperto

Di seguito il comunicato inviato da Confesercenti:

Le pulizie al Mercato Coperto di Como promesse dal Comune? Due addetti con lo scopino sono solo una presa in giro! L'annunciato intervento di pulizia delle reti di protezione dai piccioni, diffuso dal responsabile dell'Ufficio Commercio del Comune (previsto ben 4 volte all'anno) e da svolgersi nel giorno festivo di domenica 8 Aprile, si è rivelato un sostanziale nulla di fatto: le ragnatele continuano ad essere dove erano prima, le lampade sono piene di guano dei piccioni e le famigerate reti di protezioni - di fatto - sono buone a nulla, visto che i volatili continuano ad invadere i padiglioni.

Adesso basta! Siamo stufi di questo menefreghismo e di questi atteggiamenti!

• I banchi che dovrebbero essere spostati o eliminati continuano ad essere dove non dovrebbero essere!

• Banchi fatiscenti, dati in precedenza ad operatori senza titolo per stare dove stavano, permangono ad occupare spazi che dovrebbero essere liberi ed a disposizione degli altri commercianti!

• Le lampade fulminate, nonostante le segnalazioni, restano tali!

• Non è possibile provvedere autonomamente a dare ordine al padiglione frutta (a detta di qualcuno "pulire e/o rottamare banchi abbandonati, semidistrutti ed inutilizzabili senza una delibera degli uffici competenti è una grave violazione delle norme").
Peccato che a passare le giornate in questo posto ci siano gli operatori assegnatari e non i dirigenti del Comune!

L'unica soluzione è consentire agli operatori di provvedere direttamente alla manutenzione ordinaria e di garantire personalmente il decoro minimo dei padiglioni. Spetta poi all'Assessore Marco Butti, di cui abbiamo potuto apprezzare l'iniziale sforzo di venire incontro alle nostre esigenze, dare seguito alle proprie lodevoli intenzioni e scavalcare quella che è - allo stato attuale - un problema più che una risorsa: la burocrazia comunale!

Diversamente alcuni operatori, esasperati dal lassismo del Comune di Como, potrebbero arrivare a rifiutarsi di pagare il canone di occupazione del suolo pubblico. E ci sarebbe da capirli!

La replica del comune di Como sulla pulizia al mercato coperto

Non si è fatta attendere, sempre mercoledì 18 aprile, la risposta di Palazzo Cernezzi: "Rispetto alla pulizia del mercato coperto eseguita lo scorso 8 aprile - si legge in una nota dell'ufficio stampa- si comunica che gli incaricati del Comune hanno effettuato un sopralluogo di verifica lunedì 9 aprile e che martedì 10 aprile è stata mandata alla ditta una lettera di richiesta di chiarimenti, sollevando la non conformità rispetto a quanto pattuito. Successivamente è stato inviato alla ditta un nuovo sollecito, chiedendo di fissare una nuova data per effettuare una pulizia esaustiva".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, infetto un ragazzo della Valtellina. I contagi in Lombardia sono già 89

  • Coronavirus a Como: paziente infetto trasferito all'ospedale Sant'Anna

  • Coronavirus, non solo le scuole: dalle 18 chiusi pub e discoteche, non i ristoranti

  • Coronavirus, proposta shock in Ticino: chiudere accesso ai frontalieri

  • Il panino più caro d'Italia è sul Lago di Como

  • Da Moreno, in crisi la catena dello shopping low cost: timore per i dipendenti di Olgiate e Vertemate

Torna su
QuiComo è in caricamento