Fallimento casinò, protesta di dipendenti e cittadini a Campione d'Italia

Oltre 600 persone per le vie dell'enclave per chiedere la riapertura della casa da gioco

La manifestazione di martedì 7 agosto 2018

Nuova protesta di cittadini e dipendenti del casinò di Campione d'Italia per chiedere la riapertura della casa da gioco dell'enclave dopo il fallimento dichiarato il 27 luglio 2018 e la conseguente chiusura. 

Oltre seicento persone hanno sfilato in corteo martedì 7 agosto per le strade di Campione d’Italia, lungo l’anello che dal casinò arriva all’arco di benvenuto all’ingresso per paese. Non c’erano solo i lavoratori, da dieci giorni in presidio permanente nel piazzale Maestri Campionesi, ma anche gli anziani e le mamme per mano ai loro bambini che a settembre rimarranno senza asilo.

In crisi infatti non c'è solo il casinò più grande d'Europa, ma anche l'intera comunità che oggi si trova sommersa dai debiti. "Il casinò deve riaprire al più presto, anche in amministrazione controllata" , hanno urlato i manifestanti a gran voce sfilando da piazza Milano e piazzale Maestri Campionesi fino al grande arco all'ingresso di Campione d’Italia e poi di nuovo verso il casinò per sciogliere il corteo e ricostituirsi in presidio permanente di fronte al municipio.

Per far sentire ancora di più la loro voce hanno accompagnato ogni slogan con i fischietti e anche battendo padelle e coperchi. Lungo le strade ad applaudirli i negozianti di Campione che hanno chiuso i loro negozi e abbassato le saracinesche in segno di solidarietà.

Il video della manifestazione

"Grande assente la politica - denunciano i manifestanti in un comunicato- Non c'era il primo cittadino, Roberto Salmoiraghi, ma soprattutto mancano i parlamentari comaschi, oggi a Roma per l'ultima seduta di Camera e Senato prima della pausa estiva".

I lavoratori di Campione insieme ai sindacati che li hanno accompagnati hanno rivolto loro l'ennesimo appello: "Non abbandonateci". Senza un intervento del Governo è difficile se non impossibile pensare di proseguire ancora a lungo. Per ora -dicono-l’unico gesto concreto di solidarietà è giunto dalle comunità del Canton Ticino che si sono dette disponibili ad aprire i loro asili, alla ripresa dell’anno scolastico, per i bimbi dell’enclave.

Nei giorni scorsi dipendenti e sindacati avevano manifestato in consiglio regionale e in Prefettura a Como. Lanciato anche l'hashtag #salviamocampione con la mobilitazione sui social.

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