Luci rosse sfrattate, in Svizzera il Corona verso la chiusura

Tempi bui in Canton Ticino per gli amanti del sesso a pagamento

Un locale a luci rosse in Svizzera

Se in Italia Salvini vorrebbe riaprire le case chiuse regolamentando e tassando la prostituzione, nella vicina Svizzera, finora paradiso degli amanti del sesso a pagamento, sono tempi bui. Come riporta oggi il Corriere del Ticino, uno dei più noti locali a luci rosse, il Club Corona di Pambio, starebbe infatti per chiudere. Al suo posto arriverà un centro commerciale per il quale è già stato avviato l'iter amministrativo per i permessi di costruzione. Nel futuro fabbricato troveranno posto il punto vendita di un ipermercato alimentare e un esercizio di prodotti cosmetici e per la pulizia della casa. Conseguentemente dovranno però essere demolite le tre palazzine che attualmente ospitano il Club Corona, la cui chiusura sarebbe quindi attesa nel momento in cui i costruttori otterranno la licenza edilizia per il nuovo edificio. 

Che in Svizzera sia quindi sempre più difficile mantenere o avviare nuove attività a luci rosse lo dimostrano anche i casi di Castione e Cadenazzo e più in generale i numeri che raccontano una autentico allarme rosso: dei 30 locali censiti fino a poco tempo fa, la metà hanno chiuso. Tra divieti, ricorsi di associazioni, controlli, denunce alla magistratura e una revisione alla legge sulla prostituzione appena giunta in porto, per i gestori di questo tipo di attività il Canton Ticino sembra non essere più quella mecca del "piacere" che da sempre vanta tra i suoi clienti anche molti italiani. Per ora restano indenni i due locali più noti della vicinissima Chiasso, prima meta al luci rosse oltreconfine: il Pompei e il Maxim. 

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