L'Imu sugli hotel mettono a rischio centinaia di posti lavoro: l'appello degli albergatori erbesi e canturini

Gli imprenditori del settore albeghiero scrivono ai sindaci di 10 Comuni

Imu per gli alberghi più cara del 60% nell'Erbese e nel Canturino rispetto al Lago, con coefficienti catastali e aliquote più alte che determinano una salasso che minaccia la crisi per 12 strutture ricettive che danno lavoro complessivamente a oltre 400 persone.

I proprietari di 12 alberghi, con il pieno sostegno e la sottoscrizione da parte di Confesercenti e Uiltucs, invieranno ai sindaci e ai consigli comunali dei Comuni di Albavilla, Arosio, Cantù, Erba, Figino Serenza, Inverigo, Magreglio, Merone, Monguzzo e Turate la richiesta di revisione dei coefficienti catastali e delle aliquote Imu per strutture ricettive.

I coefficienti catastali si aggirano intorno ai 1.000 euro al metro quadrato nell'Erbese e nel Canturino, mentre sul Lago scendono anche fino a 600 euro per strutture che beneficiano inoltre della stagionalità e di altri sgravi previsti per i beni storici.

Anche le aliquote Imu applicate dai Comuni dell'Erbese e del Canturino sono maggiori di quelle di Como e del Lago: a titolo di esempio si evidenzia che ad Erba è dello 0,82%, mentre a Como e Cernobbio è dello 0,76%.

Tradotto in cifre, significa, per esempio, che un albergo dell'Erbese con 4 stelle e 70 camere, che produce un fatturato di 2 milioni di euro scarsi, si vede richiedere un pagamento annuale di Imu che oscilla tra i 70 e gli 80 mila euro: un salasso pari al 4% del fatturato che minaccia la crisi dell'hotel e di conseguenza gli oltre 400 posti di lavoro creati complessivamente dalle 12 strutture. Dai primi calcoli, la revisione dei coefficienti catastali, potrebbe portare al dimezzamento circa dell'Imu.

Se si vogliono salvare il turismo e le strutture ricettive dell'Erbese e del Canturino, i 10 Comuni destinatari della richiesta avanzata dagli albergatori dovrebbero avviare il procedimento di revisione dei coefficienti catastali con l'Agenzia del Territorio: tale indicazione procedurale è contenuta e sollecitata  anche dal Ministero del Turismo in una missiva del 2016 indirizzata al Comune di Erba in risposta al quesito della amministrazione sulla opportunità della revisione catastale.

Occorre infatti considerare che l'Alta Brianza che racchiude parte dell'Erbese e del Canturino si può definire (come fatto dal Consiglio Regionale lombardo, deliberazione VIII/6532 del 30 Gennaio 2008) un "distretto turistico minore", dove l'occupazione media delle strutture ricettive è di gran lunga inferiore al capoluogo e al Lago: i dati del 2013 della Camera di Commercio indicano un utilizzo medio percentuale del 25% a Erba e del 29% a Cantù, contro il 46% di Como, il 49% di Bellagio, il 60% di Tremezzo e il 70% di Griante. 

Nelle prossime ore la richiesta ai Comuni di revisione dei coefficienti catastali e delle aliquote Imu verrà recapitata sottoscritta da Confesercenti, Uiltucs e dai proprietari delle 12 strutture ricettive seguenti: Axolute Hotel di Cantù, Il Corazziere di Merone, Hotel Ristorante Da Vinci di Erba, Hotel Canturio di Cantù, Hotel Il Nibbio di Magreglio, Hotel il Castello di Casiglio, Hotel Re Sole di Turate, Park Hotel di Figino Serenza, Hotel Nastro Azzurro di Monguzzo, Hotel Albavilla, Hotel Arosio, Hotel Inverigo.

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