Campione, nuovo appello dei sindacati per salvare il casinò: "Accelerare i tempi per la riapertura"

Conferenza stampa al presidio dell'enclave per fare il punto della drammatica situazione: dal 1° gennaio scattano i 469 licenziamenti

La conferenza stampa a Campione d'Italia - 27 dicembre 2018

Un incontro per fare il punto della situazione dei lavoratori del Casinò dopo l'approvazione del decreto legislativo: è quello andato in scena giovedì 27 dicembre 2018 a Campione d'Italia, al presidio di piazzale Maestri Campionesi, organizzato dai sindacati.
Una situazione urgente e drammatica, alla luce del fatto che dal 1° gennaio 2019 decorreranno i 469 licenziamenti, che i sindacati chiedono di sbloccare al più presto, premendo per la riapertura della casa da gioco, chiusa dal 27 luglio, quando è stato dichiarato il fallimento.

Presenti i rappresentanti di Slc Cgil Como, Camera del Lavoro di Como, Uilcom, Confsal Libersind, Ugl servizi terziari, le rappresentanze unitarie e i lavoratori.
Al centro della conferenza stampa l'analisi della situazione dopo l'approvazione del decreto legislativo che contiene alcune disposizioni urgenti in materia fiscali e finanziaria, fra cui anche disposizioni che riguardano la gestione della casa da Gioco del Casinò.

Una giornata di attesa per il rush finale dell'approvazione del disegno di legge di Bilancio che contiene norme sulla gestione del Casinò.

La situazione resta comunque difficile: "I lavoratori- ha ricordato  Mimma Agnusdei, segretaria Slc Cgil Como - non percepiscono lo stipendio da 5 mesi, sono senza retribuzione nè ammortizzatori".

I rappresentanti sindacali restano in attesa della nomina del commissario che dovrebbe valutare la possibilità di riapertura del Casinò ed entro 45 giorni predisporre un piano di rilancio.
"Noi vediamo positivamento il fatto che la politica stia lavorando per la riapertura, ma non ci basta - prosegue Agnusdei- quello che ci preoccupa sono i tempi, ci vuole rapidità. Si slitta in avanti e i lavoratori intanto sono senza occupazione nè prospettive future".

Amarezza è stata espressa per la chiusura con un mancato accorda della procedura di licenziamento, con il risultato che i lavoratori si trovano con in mano la lettera di licenziamento che decorrerà dal 1° gennaio.
Altro punto toccato è quello degli ammortizzatori sociali per i quali i sindacati chiedono interventi al Governo per attuare interventi sulle normative e garantire l'accesso al Fis (fondo di integrazione salariale), che permetterebbe un minimo di sopravvivenza.
"La situazione di queste persone è disperata - dice la sindacalista- immaginate cosa significhi proprio in questi momenti di festa sapere che al momento non c'è nessuna prospettiva futura. Con l'incontro di oggi abbiamo voluto dire che la storia va avanti e che i lavoratori ci sono tutti e non ci si può girare dall’altra parte.

Non lo accettiamo- insiste Agnusdei, che a proposito delle azioni future spiega -intendiamo chiedere un incontro immediato al commissario quando sarà nominato e prima ancora faremo azioni per chiedere di accelerare il processo di nomina. Una volta che sappiamo chi sarà nominato sarà più semplice. Noi vogliamo sensibilizzare la politica per velocizzare il processo. Il casinò deve riaprire il prima possibile, il tempo è l’elemento discriminante per la sopravvivenza dei lavoratori che sono allo stremo delle forze, poi vengono gli ammortizzatori.
Ci sono tutti gli elementi per far sì che il commisasrio valuti la riapertura -continua- ma devono esserci all’interno tutti i lavoratori, anche disponibili a lavorare meno ma lavorare tutti, nessuno deve rimanere a casa. Questi lavoratori - conclude Agnusdei - hanno pagato un pregiudizio, perché sono stati ritenuti dei privilegiati quando davvero sono stati lavoratori molto responsabili e disponibili".

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