Calo di addetti ed esportazioni: in difficoltà il settore metalmeccanico a Como

Alti e bassi nel settore metalmeccanico delle provincie lombarde che, pur mantenendosi quasi tutte nelle prime posizioni della graduatoria nazionale, vedono un calo del peso del settore rispetto alle rilevazioni del 2009. Negli ultimi sette...

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Alti e bassi nel settore metalmeccanico delle provincie lombarde che, pur mantenendosi quasi tutte nelle prime posizioni della graduatoria nazionale, vedono un calo del peso del settore rispetto alle rilevazioni del 2009.

Negli ultimi sette anni Como ha perso oltre 350 unità attive e il peso del settore è calato dal 6,2% al 5,6%. Dati in diminuzione in tutta la Lombardia dove persino Lecco, pur mantenendo la leadership relativa nel settore, registra un calo inferiore solo a quello di Sondrio. A Como registriamo un calo anche per quanto riguarda il numero di addetti al settore, con oltre settecento posti di lavoro in meno rispetto al 2009. Ad oggi sono quasi 18mila le unità con un’incidenza percentuale sul totale degli addetti del 10,1%, oltre un punto sotto i dati di sette anni fa. Di questi il 30,2% è rappresentato dagli addetti alle imprese artigiane del settore metalmeccanico dove troviamo più di 5.400 posti per un totale di 1.637 unità artigiane attive. Le imprese collaborano tra loro attraverso i cosiddetti “contratti di rete”, un sistema innovativo che permette di condividere obiettivi e risultati senza minare autonomia e specificità. A Como troviamo 62 contratti totali dei quali 13 in ambito metalmeccanico che coinvolgono 142 imprese.

Le esportazioni della provincia di Como relative a tutti i settori sono attestate a quota 4,04 miliardi di euro, in leggera diminuzione rispetto all’anno passato ma comunque decisamente positivi se confrontati con il 2008, anno di crisi rispetto al quale oggi registriamo un incremento del +4,1%. Addentrandoci nel settore metalmeccanico ci imbattiamo in dati più negativi con un calo del – 8,2% rispetto al 2015 e del -10,9% al 2008. Il fattore principale del bilancio negativo è individuato dalla voce dei macchinari con il livello di vendite all’estero che appare ancora molto lontano dai massimi pre-crisi, mentre possiamo apprezzare il rafforzamento della voce “mezzi di trasporto e componentistica” che comprende la fabbricazione di veicoli per trasporto di passeggeri o merci. Per quanto riguarda i mercati di destinazione dei prodotti della metalmeccanica comasca si nota come la Germania abbia consolidato il proprio primato seguita da Francia e Stati Uniti seppur entrambi in calo. Mercati importanti per l’export comasco restano ovviamente Svizzera e Spagna e Regno Unito, seguiti da Paesi in buona progressione come Cina e Turchia.

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