Abusa di una 12enne in ascensore: arrestato pedofilo

E' un 36enne di Sondrio (ma di origini brasiliane). Avrebbe colpito anche nel Lecchese

L'uomo che ha abusato di una 12enne

Arrestato pedofilo che ha abusato di una ragazzina di 12 anni nell'ascensore del suo palazzo. E' accaduto a Monza. L'uomo, un 36enne di SOndrio, ma di origini brasiliane, prima l'ha seguita con lo sguardo, osservandola a distanza mentre era seduta ad un tavolo in un fast food del centro commerciale di via Stucchi a Monza insieme a un gruppo di amici. Poi, dopo esserle passato accanto più volte, si è appostato fuori dal locale in attesa che si alzasse e uscisse, pronto a seguirla per mettere in atto il suo piano. 

Quando la ragazzina ha salutato gli amici e ha percorso il tratto che la separava da casa sua a piedi, da sola, l'aggressore è entrato in azione, salendo in auto e pedinandola fin dentro il condominio. Qui si è infilato nell'ascensore con la giovane e ha abusato della minorenne che è riuscita disperatamente a divincolarsi e a chiedere aiuto, mettendo in fuga con le urla il maniaco. 

Grazie agli agenti del commissariato di Monza e ai poliziotti della Squadra Investigativa della Questura di Milano il violentatore non è rimasto senza una nome e un volto. In manette con l'accusa di violenza sessuale aggravata è finito un trentaseienne residente in provincia di Sondrio con alle spalle precedenti specifici che è stato individuato e arrestato a quattrocento chilometri di distanza da casa sua, in Emilia Romagna, dove dopo l'aggressione era scappato per nascondersi e dove, probabilmente, era pronto a colpire ancora.

Vittima degli abusi del maniaco è stata una studentessa monzese di 12 anni. La giovane, poco più che una bambina, è stata notata dall'aggressore lo scorso 19 marzo mentre stava trascorrendo un pomeriggio in compagnia di alcuni amici in un fast food all'interno del centro commerciale di viale Stucchi a Monza. Pedinata e seguita dal maniaco fin nell'androne di casa, è stata aggredita in ascensore dove il trentaseienne è riuscito ad entrare prima che si chiudessero le porte e ad abusare della ragazzina. Solo le urla della giovane vittima hanno evitato il peggio. Non appena le porte si sono riaperte, è riuscita a divincolarsi e a scappare via. 

La telefonata al 112 e le indagini

I primi ad accorrere in soccorso della giovane sono stati i condomini, spaventati dalle grida. Immediatamente è scattata la richiesta di aiuto al 112. Quella che era stata descritta come una "aggressione" ai danni di una ragazzina però si è subito rivelato un episodio molto più grave. Un incubo che nonostante sia finito la ragazza conserverà come terribile ricordo per tanto tempo. Sul posto insieme al personale del commissariato di Monza è intervenuta anche una ambulanza del 118 per prestare assistenza alla ragazza. Fondamentale per le indagini è stata la tempestività della denuncia e della richiesta di aiuto. La ragazzina, nonostante lo choc è stata in grado di descrivere il suo aggressore, specificando il suo aspetto, l'abbigliamento che aveva addosso e addirittura le sue scarpe, che ricordava essere prive di lacci. Solo così gli inquirenti sono riusciti a individuare il sospetto nelle riprese delle immagini delle telecamere di videosorveglianza del centro commerciale e del fast food dove il trentaseienne aveva adocchiato e puntato la ragazzina. 

"La richiesta di aiuto immediata è stata fondamentale e ha permesso agli investigatori di conoscere alcuni dettagli dell'accaduto che sono rimasti impressi e stampati nella mente e nel cuore della vittima e che hanno permesso di identificare l'autore" ha precisato la dottoressa Luisa Zanetti, Procuratore della Repubblica di Monza.

Un lavoro certosino e complesso che ha tenuto impegnati i poliziotti della Squadra Mobile di Milano diretta da Lorenzo Bucossi e il personale della sezione che si occupa di reati contro le fasce deboli con al comando la Dottoressa Rita Fabretti insieme agli uomini del Dirigente Angelo Re del commissariato di Monza. Dopo aver individuato il sospettato e ricostruito i suoi possibili spostamenti, gli agenti lo scorso 23 marzo hanno rintracciato il presunto violentatore in un centro commerciale in Emilia Romagna, dove probabilmente era pronto a colpire ancora. Come lui stesso ha confessato agli inquirenti dopo l'aggressione era tornato sul luogo dell'accaduto, fuori dal condominio e aveva assitito all'arrivo della volante della polizia e dell'ambulanza. Così aveva capito che era venuto il momento di scappare. Il più lontano possibile. 

Violenze a Casatenovo e Monza in un giorno

Purtroppo però la violenza sessuale avvenuta a Monza non è stata la sola aggressione messa a segno dal trentaseienne quel giorno. Poco prima di colpire nel capoluogo brianzolo il maniaco aveva seguito e avvicinato una ragazzina anche a Casatenovo, nella Brianza lecchese. L'aveva pedinata fin nell'androne di casa dove aveva tentato di trascinarla via con sè. Anche in questo caso le urla e la resistenza della vittima hanno evitato il peggio. Preziosa nell'ambito dell'indagine è stata proprio la collaborazione dei carabinieri di Casatenovo che hanno consentito, grazie alla descrizione dell'uomo fatta dalla vittima, di dare un nome e un volto all'aggressore. 

Chi è il maniaco seriale 

Trentaseianni, cittadino italiano di origine brasiliana, lavoratore saltuario capace di tenersi occupato solo con qualche lavoretto occasionale. Un matrimonio finito alle spalle, una lunga lista di precedenti e una condanna a quattro anni per tre episodi di violenza sessuale avvenuti in provincia di Sondrio, dove è residente. Dai terminali delle forze dell'ordine dal passato di D.S.R.R sono emersi diversi precedenti per lesioni, ingiuria, guida in stato di ebbrezza, aggressione a prostitute, violenza privata, violazione di domicilio e violenza sessuale. Un maniaco seriale che puntava soprattutto ragazzine nei centri commerciali o nelle stazioni di servizio e poi entrava in azione. Un vizio a cui il trentaseienne non aveva rinunciato nemmeno dopo la fuga da Monza, in seguito all'ultima aggressione. Una volta raggiunto a Imola, il maniaco è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per violenza sessuale e in seguito il fermo è stato convalidato dal gip e l'uomo è stato condotto in carcere a Bologna. 

Indagini in corso su altre presunte violenze

Le violenze commesse in passato dal maniaco però potrebbero non essere le sole. Dopo Casatenovo e Monza l'uomo potrebbe aver abusato anche di altre ragazzine che potrebbe aver avvicinato nei fast food o nei centri commerciali. Le indagini della Squadra Mobile della Questura di Milano e degli agenti del commissariato di Monza sono in corso e gli accertamenti riguardano altre violenze che potrebbero essere imputabili al maniaco. Per questo motivo, per indurre chiunque sia stata vittima di molestie da parte del trentaseienne a denunciare, la Procura di Monza e gli inquirenti hanno deciso di mostrare integralmente il video che ritrae l'uomo e le sue fotografie, permettendo ad altre ragazzine che magari non hanno avuto il coraggio di raccontare di riconoscere l'aggressore.

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