Strage di Erba, i fratelli Castagna contro Le Iene

Pietro e Beppe si affidano alla magistratura dopo l'ultimo servizio di Italia 1

Rosa e Olindo

Nonostante Rosa e Olindo siano stati condannati in via definitiva all'ergastolo per la strage di Erba dell'11 dicembre 2006, la battaglia tra innocentisti e colpevolisti non si è mai spenta. Dopo la notizia dei reperti distrutti, prima del pronunciamento della Corte di Cassazione, era intervenuto anche il Ministro della Giustizia e l'onda emotiva, già riaccesa dai primi servizi del format di Italia 1, si è nuovamente alzata. Figuriamoci dopo l'ultimo servizio de Le Iene andato in onda lo scorso 29 gennaio scatenando non solo nuove polemiche ma soprattutto una presa di posizione di Pietro e Beppe Castagna che hanno rotto il loro silenzio e rilasciato un comunicato stampa che pubblichiamo integralmente di seguito. 

Il comunicato dei fratelli Castagna

"Lo speciale de “Le Iene” andato in onda martedì sera ci obbliga a prendere una posizione. A dodici anni da un dramma che ha strappato nel sangue la nostra famiglia - togliendoci nostra madre, nostra sorella e Youssef, con anche il sacrificio della signora Cherubini e segnando per sempre le nostre vite - dopo 3 gradi di giudizio seguiti con dolorosa pazienza in ogni udienza, interrogatorio, analisi di prove; dopo 3 sentenze di colpevolezza ormai definitive; vorremmo solo vivere le nostre vite.

Abbiamo sempre preferito il silenzio, cercando di imitare l’esempio di nostro Padre. Tuttavia, da aprile dello scorso anno sino a ieri, siamo stati fatti oggetto di un’incredibile ed ingiusta campagna di sospetti, con azioni radio-televisive rivolte non ad una asserita verità e nemmeno ad un esercizio (sterile) di revisione di prove già spese ed a processi ormai esauriti, ma ad insinuare nel pubblico un sospetto infame su Pietro.

L’insinuazione, tanto più fintamente celata, è ancora più grave di una accusa plateale: semina il dubbio e rovina per sempre chi, così, è vittima due volte. Davvero: la calunnia è un venticello.

Abbiamo deciso di non sopportare oltre, chiedendo giustizia a chi è chiamato per ruolo ad affermarla e dando così incarico al nostro legale di perseguire ogni diffamazione, specie se insinuante.

Dato che questa aberrante attenzione non si placava, abbiamo deciso di farci sentire una volta per tutte in un confronto diretto e serio con Franca Leosini, confidando di poter poi tornare alle nostre vite.

Niente da fare: Le Iene non si sono limitate ad una discutibile affermazione di innocenza, ma si sono abbandonate a subdole insinuazioni di colpevolezza, annunciate sin dai promo: inaccettabili, per la gravità assoluta del crimine anche solo avvicinato a Pietro.

Crediamo con fermezza che le responsabilità si facciano valere nelle aule di Giustizia e questo vale per tutti. Per questo affideremo ai Giudici la valutazione su ogni affermazione diffamante, tanto più se insinuata: il dolore resta, ma il rispetto di ruoli, funzioni, lavoro e persone va difeso". 

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