Ubriachi rapinano un venditore ambulante, poi rubano un telefonino: arrestati a Como

In manette due algerini richiedenti protezione internazionale in Svizzera

Immagine di archivio

Hanno minacciato e rapinato un venditore ambulante ai giardini a lago di Como, poi hanno rubato un telefonino, non prima di aver tentato vari furti ai danni dei passanti: in manette sono finiti due algerini richiedenti protezione internazionale in Svizzera.

La rapina 

E' successo nel pomeriggio di domenica 9 dicembre 2018: la segnalazione alla Sala operativa della Questura è arrivata verso le 17 da parte di un venditore ambulante per una rapina subita nella zona dei giardini al lago ad opera di alcuni cittadini stranieri palesemente ubriachi, i quali avvicinatisi al suo banchetto si sono impossessati di 5 bracciali e 6 collane brandendo una bottiglia di vetro e minacciandolo nel momento in cui gli intimava di allontanarsi.

Subito gli operatori delle Volanti si sono messi alla ricerca dei due che sembravano essersi dispersi tra la folla. Nel frattempo, però, alla polizia continuavano ad arrivare numerose segnalazioni per tentativi di furto ai danni di passanti.

L'arresto e il processo

Alle 18, dopo incessanti ricerche, i poliziotti hanno individuato lungo Viale Recchi due persone corrispondenti alla descrizione fornita dai segnalanti.
Accompagnati in Questura per gli accertamenti di rito i due sono stati identificati: si tratta di B. M. e B.A.K.E., di origine algerina, entrami 23enne, richiedenti protezione internazionale in Svizzera e muniti di pass d’uscita del Dipartimento Federale di Giustizia e Polizia con scadenza rispettivamente il 31 dicembre 2018 e il 9 gennaio 2019.
I due, benché fruitori della protezione umanitaria della vicina Svizzera, non hanno esitato a venire in Italia per compiere azioni delittuose. Sottoposti a perquisizione personale gli operatori hanno trovato addosso a B.M una collana e due bracciali e, nel suo marsupio, un Iphone 5s risultato anche esso rubato. Riconosciuti dai denuncianti, B. M. e B.A.K.E. sono stati, allora, tratti in arresto per rapina e processati con il rito direttissimo nella giornata di lunedì 10 dicembre. 
Il giudice ha disposto che la merce rubata venisse riconsegnata ai legittimi proprietari e ha condannato entrambi, a 1 anno e 8 mesi uno e l'altro a 2 anni di reclusione con sospensione della pena. Al termine del procedimento penale saranno riammessi in Svizzera attraverso il valico di Como-Chiasso. 

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