Il "Ranzani di Cantù" sotto inchiesta in Ticino

Pesanti accuse per l'imprenditore che ha ispirato il personaggio di dj Albertino

Alzi la mano chi non ricorda il mitico Ranzani, il personaggio interpretato da Albertino (fratello minore di Linus) su Radio Dj. Diventato seriale nei primi anni 2000, partecipa alle trasmissioni Sciambola! e Ciao belli di Radio Deejay e qualche volta a Zelig; si definisce "il Marco Ranzani di Cantù". Ricco imprenditore e proprietario del mobilificio di famiglia, la Ranzani Mobili di Cantù, viene rappresentato come mobiliere, scrittore, editore, produttore musicale, immobiliarista e proprietario, oltre al mobilificio, di un'isola, una radio, una rete televisiva, quarantacinque discoteche, un aeroporto, una squadra di pallacanestro, il Bingo di Como, un Porsche Cayenne e un battello.

Nella realtà, ad ispirare Albertino, in quella che resta una delle sue invenzioni più riuscite, è Marco Consonni, un imprenditore canturino (lui sì per davvero) finito nei guai in Svizzera. Come scrive infatti oggi il Corriere del Ticino, Consonni dovrà rispondere insieme ad altre quattro persone, coinvolte a vario titolo nella vicenda, dell’accusa di usura aggravata. Il rinvio a giudizio dell'imputato canturino è stato firmato dalla procuratrice pubblica capo Chiara Borelli.

L'indagine della magistratura elvetica era partita nel 2016, a seguito di una denuncia del sindacato svizzero Ocst. Secondo le accuse, che avevano portato nell'ottobre del 2016 all'arresto dell'imprenditore, poi rilasciato, Consonni avrebbe fatto lavorare i dipendenti della sua azienda che si occupa di design e arredamento di interni per hotel, ville, e yacht di lusso per oltre 50 ore settimanali, a fronte di una retribuzione per 40, taglieggiamenti dei salari, indebite pressioni, ritorsioni, lavoro in nero.

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Ora, come detto, il rinvio a giudizio che porterà al processo. E, almeno in questo caso, parafrasando una delle celebri frasi del Ranzani, verrebbe da dire "non vaaaaaa bene".

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