Picchia a sangue con un bastone e violenta la moglie incinta: uomo arrestato a Como

Violenze e maltrattamenti andati avanti per 4 mesi

Botte, minacce e violenze sessuali per 4 mesi: un vero inferno quello subito da una 27enne marocchina, incinta, da parte del marito, un 39enne cittadino italiano anch'egli di origine marocchina, residente in provincia, incensurato, operaio presso un’azienda alimentare. 
L'uomo è stato arrestato dalla polizia lunedì 10 giugno 2019 con l'accusa di maltrattamenti, violenza sessuale e lesioni, tutte aggravate, nei confronti della moglie, incinta del primo figlio.

Le violenze

Tutto ha inizio il 26 aprile scorso, dopo 4 mesi di sofferenze e soprusi, quando, in occasione dell’ultimo ricovero in ospedale, finalmente la donna decide di farsi coraggio e denunciare il marito; la Squadra Mobile, venuta a conoscenza che la donna più volte era stata al pronto soccorso perché picchiata dal compagno, ha svolto le indagini del caso.

Con l’aiuto di un interprete, la donna ha raccontato di aver raggiunto, a dicembre 2018, in Italia il marito, sposato qualche mese prima in Marocco. Già dopo i primi giorni di matrimonio, l’uomo ha mostrato la sua indole violenta, maltrattandola e minacciandola: la donna quotidianamente è stata insultata, percossa, anche con un bastone, ma, cosa più grave, più volte è stata costretta con la violenza a subire atti sessuali.

Due gli episodi più gravi: il primo avvenuto il 6 febbraio, quando il marito, dopo averla colpita più volte al capo, le ha fatto perdere i sensi; il secondo successo il 3 aprile, quando l’ha colpita violentemente al ventre, incurante del fatto che fosse incinta.

Le minacce

L’uomo le ha imposto sempre il silenzio, intimorendola e dicendole che “tanto non ti crederanno mai, non parli neanche l’italiano”, sentendosi autorizzato a farle ciò che voleva. Al termine della denuncia, contenente una serie di episodi drammatici e brutali di violenze fisiche, la donna ha deciso di rinunciare alla protezione in casa di accoglienza, tornando a vivere con il marito (un comportamento, purtroppo, non isolato tra le donne vittima di violenza).

Le indagini

Nel frattempo gli investigatori, su disposizione del Pubblico Ministero titolare delle indagini, hanno raccolto ulteriori elementi: documentazione fotografica relativa alle percosse subite, relazioni di interventi delle varie forze dell’ordine, ma soprattutto i certificati medici riconducibili inequivocabilmente alle lesioni causate dall’indagato alla moglie. Il quadro probatorio raccolto è stato ritenuto sufficiente dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale Ordinario di Como, che su richiesta della locale Procura, ha emesso lunedì un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere. Il personale della Squadra Mobile ha così eseguito la misura ed ora l’uomo è al carcere Bassone di Como.

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