Maxi frode fiscale a Novara, sequestrati 1,5 milioni di euro: indagini anche a Como

Operazione della Finanza: interessate anche le province di Reggio Emilia, Parma, Napoli, Alessandria, Varese, Mantova e Brescia

Repertorio (foto Novara Today)

C'è anche Como tra le province coinvolte nella maxi frode fiscale scoperta dalla Guardia di Finanza di Novara: 5 le persone denunciate e oltre 1,5 milioni di euro sequestrati, come riporta Novara Today.
Si tratta di un'operazione delle Fiamme Gialle che ha portato alla luce una frode fiscale milionaria attuata da alcune aziende novaresi operanti nel settore della plastica.
In particolare lei indagini delle Fiamme Gialle, sviluppatasi inizialmente attraverso l’esecuzione di verifiche fiscali e proseguita successivamente con indagini penali, ha permesso di portare alla luce una frode fiscale che ha interessato anche le province di Como, Reggio Emilia, Parma, Napoli, Alessandria, Varese, Mantova e Brescia.

Le indagini

Gli accertamenti hanno consentito di riscontrare che per effetto di alcune operazioni (false fatture, sopravvalutazione del magazzino e contabilizzazione di componenti positivi di reddito fittizi) venivano esposti in bilancio fatti non rispondenti al vero anche attraverso l’interposizione di società amministrate da diverse "teste di legno".
A questo punto, sono state avviate indagini di polizia giudiziaria a più ampio raggio coordinate dal sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Milano, dott. Maurizio Ascione, nell’ambito dell’operazione denominata "Consilium".

Gli approfondimenti eseguiti hanno così rivelato un diffuso e collaudato sistema di frode in base al quale alcune società localizzate nelle altre province coinvolte emettevano false fatture a fronte di forniture di materie prime in realtà mai avvenute, come accertato dai molteplici controlli incrociati eseguiti anche interessando i reparti del corpo competenti per territorio.

I documenti fittizi, confluiti nelle dichiarazioni fiscali, hanno generato per le aziende novaresi costi indeducibili per circa 3,8 milioni di euro e un’imposta sul valore aggiunto indebitamente detratta per oltre 4,5 milioni di euro. La Procura meneghina, sulla scorta delle evidenze acquisite, ha quindi emesso, fino alla data di oggi, mercoledì 10 ottobre, appositi provvedimenti di sequestro preventivo per 1,5 milioni di euro, eseguiti sui conti correnti sociali.

Sono inoltre state denunciate all’autorità giudiziaria cinque persone per i reati di false comunicazioni sociali, mendacio bancario e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti nonché segnalate due aziende. 

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