Febbre del Nilo, caso sospetto a Carugo: anziano ricoverato in ospedale

Ats Insubria: "Nessun allarme ma intensificata l'attività di prevenzione". Quali sono i sintomi e i consigli anti contagio

Le zanzare sono uno dei vettori della patologia (foto Milano Today)

Un caso sospetto di Febbre del Nilo anche in provincia di Como: è stato segnalato martedì 28 agosto 2018 in un uomo di 71 anni, residente a Carugo, ricoverato in ospedale per sospetta West Nile al momento vigile e in condizioni straordinarie, come comunicato da Ats Insubria.

La stessa Ats segnala che al momento non c'è nessuna situazione di allarme e che sono state intensificate le attività di prevenzione nell’uomo e negli animali da parte dei Dipartimenti coinvolti. 

ATS Insubria, che ha tra i suoi compiti istituzionali prioritari l'attività di prevenzione, ha attivato prontamente, nel territorio interessato, i protocolli previsti a seguito di segnalazione di caso umano probabile al fine di garantire la massima tempestività per la tutela della salute dei cittadini, in condivisione con la rete di sorveglianza coinvolta, che comprende i Dipartimenti di Igiene e Prevenzione Sanitaria - per la sorveglianza umana e per gli aspetti di igiene ambientale - e il Dipartimento Veterinario - per la sorveglianza entomologica e sugli animali -, oltre al Dipartimento delle Cure Primarie per quanto di competenza dei Medici di Assistenza Primaria e Pediatri.

Proprio in seguito a questa segnalazione, Ats Insubria ha avviato la disinfestazione nel comune di Carugo.

Come si trasmette la Febbre del Nilo

La West Nile Disease - detta anche Febbre del Nilo occidentale- è una malattia virale, trasmessa dalla puntura di zanzare infette. Nell’uomo l’infezione decorre per lo più senza sintomi di malattia apparenti o come forma simil-influenzale, ma può, in casi rari, portare a gravi forme di encefalite e anche a decessi soprattutto in persone immuno-compromesse e debilitate da altre malattie.
Il virus West Nile infetta più facilmente uccelli ed equidi, tra questi soprattutto i cavalli. Anche altri mammiferi come bufali, capre, bovini, pecore, camelidi, cani e gatti domestici possono venire infettati come ospiti occasionali. Il virus viene trasmesso dalla puntura di una zanzara comune infetta e gli uccelli sono il serbatoio principale del virus.
Il virus viene trasmesso dalla zanzara, insetto vettore, che si infetta da un uccello o da un cavallo e poi trasmette l’infezione all'uomo. La zanzara, con la puntura, non trasmette il virus da persona infetta a persona sana. Non è descritta la trasmissione interumana se non tramite la trasfusione di sangue o donazione di organi.

Quali sono i sintomi nell’uomo

Il Virus della West Nile dà luogo ad un'infezione asintomatica nell'80% dei casi, mentre nel rimanente 20% si presenta con sintomi analoghi ad una forma influenzale: febbre, mal di testa, dolori agli arti e ai muscoli, inappetenza e più raramente sintomi gastrointestinali (nausea, vomito e diarrea). In casi rari, inferiori all’1% e coinvolgenti perlopiù persone debilitate o anziane, la malattia si sviluppa in forma di encefalite e/o meningite (molto raro l'esito fatale, in meno dello 0,1% dei casi) Il tempo di incubazione che decorre dalla puntura di una zanzara infetta fino alla comparsa della malattia va dai 2 ai 14 giorni per l’uomo e l’animale.

Come prevenire

La diffusione dell’infezione si può prevenire adottando opportuni comportamenti per ridurre il rischio di puntura di insetti come: 

  • utilizzare repellenti cutanei, seguendo le indicazioni dei prodotti sui foglietti illustrativi con particolare attenzione a bambini e donne in gravidanza e in allattamento
  • indossare indumenti di colore chiaro che coprano la maggior parte del corpo
  • soggiornare in ambienti con zanzariere alle finestre ed alle porte d’ingresso o, se presente, dotati di aria condizionata.

Sono indicate inoltre le seguenti misure per ridurre la proliferazione di zanzare come:

  • eliminare raccolte d’acqua che possano essere sfruttate dalle zanzare per la riproduzione (es. sottovasi con ristagni d'acqua)
  • applicare zanzariere e altri mezzi protettivi alle finestre delle abitazioni

La disinfestazione periodica ambientale è prevista nelle aree a maggior rischio (es. tombini, caditoie di acqua, ecc.)

Prevenzione animale

Le attività svolte dal Dipartimento Veterinario di ATS sono previste dal Piano Nazionale Integrato di sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu – 2018, adottato dal Ministero della Salute. Il Piano viene seguito con l’obiettivo di rilevare precocemente la circolazione virale attraverso attività di sorveglianza passiva e attiva.

Il Piano si avvale della sorveglianza:

1. su uccelli stanziali appartenenti a specie bersaglio (gazza-cornacchia grigia e ghiandaia)

2. clinica e sierologica negli equidi

3. entomologica con l’utilizzo di trappole dalle quali periodicamente vengono prelevati gli insetti catturati per le relative analisi di laboratorio atte all’identificazione della presenza del virus

4. su carcasse di uccelli selvatici con la collaborazione della Polizia Provinciale

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Relativamente al caso di positività umana nel Comune di Carugo (CO), a seguito degli interventi di disinfestazione, trattamento adulcicidi, effettuati dal Comune, sarà attivato dal Dipartimento Veterinario e Sicurezza degli Alimenti di Origine Animale dell’ATS Insubria, il monitoraggio entomologico nelle immediate vicinanze dell’abitazione, al fine di stabilire il perdurare della presenza di insetti vettori.

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