Minorenni in discoteca a Como, l'idea per evitare che si ubriachino

Mano sinistra e destra timbrate, ecco come funziona

In tutta Italia, discoteche nel mirino ogni volta che si parla di minorenni ubriachi. Ma quanto c'è di vero sul nostro territorio? Quanto i gestori dei locali sono veramente responsabili di questa situazione? C'è un recente fatto di cronaca: giovedì 31 ottobre, Halloween quindi, una 14enne viene soccorsa per ubriachezza, dopo che le era stato negato l'ingresso al Libe Winter Club di Como proprio per questo motivo. La vicenda spinge i gestori dei locali lariani, e in particolare Antonio Tufano, che per il Libe cura le pubbliche relazioni (oltre a essere consilgiere comunale), a voler fare chairezza su questa situazione. “La vicenda di Halloween è un esempio lampante della pressione mediatica e normativa a cui siamo sottoposti. La verità è questa, e secondo me  dimostra che l'atteggiamento nostro e di molti gestori è di massima trasparenza. La ragazza si è presentata al locale già palesemente in stato d'ebbrezza. A quel punto il nostro personale all'ingresso le ha negato l'accesso. È già questo dimostra che ci siamo comportati correttamente, in più, superando il nostro dovere, abbiamo chiamato la madre che ha poi allertato i soccorsi. Tanto per essere chiari, la ragazza e le sue amiche davanti ai paramedici hanno confermato di aver bevuto prima di presentarsi alla nostra porta".

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Insomma, per quanto le discoteche possano fare sorveglianza, qui sembra esserci un problema a monte, ovvero un numero forse non ancora sufficientemente quantificato di minorenni della fascia 14-16 che trova il modo di procurarsi alcol all'inizio della serata. Questo, oltre rappresentare come ovvio un problema sociale e sanitario, influisce negativamente sulle economie della vita notturna lariana, obbligando i gestori a una serie di interventi mirati. Continua Tufano: “Prima di tutto da noi l'unica serata dedicata ai minori di 16 anni è quella del giovedì, negli altri giorni non possono entrare se non accompagnati da un genitore. Timbriamo entrambe le mani dei minorenni, destra e sinistra, perché il barman sappia in modo immediato che non gli può servire alcolici. Abbiamo diviso il bar alcolici da quello analcolici per evitare problemi, e questo ovviamente rappresenta una spesa ingente. Abbiamo munito i maggiorenni di un braccialetto non strappabile senza il quale non è possibile accedere al bar alcolici, abbiamo diviso i privé e se all'interno di una compagnia anche uno soltanto è minorenne, tutta la compagnia deve stare nel privé riservato a questi ultimi e non può avere alcolici al tavolo. Abbiamo aggiunto alla nostra squadra 5 buttafuori e personale in borghese che gira per la sala, allontaniamo il maggiorenne che viene visto somministrare alcol a un minorenne. E soprattutto cerchiamo di respingere all'ingresso quei soggetti che sembrano arrivare già ubriachi o i cui documenti potrebbero essere falsi. Allo School Party di questo giovedì, su una capienza di 900 persone, abbiamo lasciato fuori 350 minorenne che ci sembravano non idonei. Purtroppo per legge non possiamo fare l'alcoltest...". Molte discoteche del Comasco hanno un numero di persone assunto per la sicurezza decisamente maggiore rispetto alla media italiana e agli obblighi di legge e partecipano a campagne informative contro il consumo di alcol e droga in gioventù, ognuna delle quali ha un costo per il singolo locale di circa 5 mila euro.

Il problema dei minorenni ubriachi sfocia alle volte nella chiusura dei locali. Ma, lamentano i gestori, non sempre questi controlli, indipendentemente da quanto la discoteca sia alacre nel metterli in campo, riescono a filtrare ogni accesso di persona che ha già bevuto o evitare completamente che all'interno del locale i maggiorenni somministrino da bere agli amici minorenni. Oggi la legge prevede una responsabilità oggettiva, che si traduce, secondo gli impiegati nel settore, nell’essere ritenuti colpevoli ogni qualvolta non si possa dimostrare di non essere responsabili. "Una sorta di presunzione di colpevolezza – conclude Tufano - invece quello che noi tutti auspichiamo è l'esatto opposto cioè, una volta stabilito che il locale realmente mette in campo tutte le politiche necessarie, dovrebbero essere le autorità a poter dimostrare che, per esempio, l’ubriachezza del minorenne è realmente colpa del gestore”. Se si considera che ogni chiusura costa alle società circa 25 mila euro solo in mancati ricavi, si capisce facilmente perché le discoteche comasche siano così determinate nel voler ottenere questa modifica normativa.

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