Dipendenti Trenord davano i resti con banconote false: denunciati

Lo fa sapere Codacons tramite un comunicato: se pagavi con 50 euro i piccoli importi di un biglietto, ti rifilavano soldi falsi come resto

Due fratelli da poco assunti in qualità di operatori alle biglietterie di Lecco e Treviglio da Trenord sono stati denunciati dopo essere stati scoperti a dare il resto ai clienti con denaro falsi. 

Le indagini, selezionate da agenti del Compartimento Polfer per la Lombardia, in collaborazione con il personale Polfer di Lecco e Treviglio, sono state avviate su input della Sicurezza di Trenord la quale aveva notato che, in due distinte occasioni, due cittadine straniere residenti in Italia , si erano presentati alle biglietterie delle Stazioni di Lecco e Treviglio per l'acquisto di alcuni biglietti ferroviari, di piccolo importo. Dopo aver pagato con una banconota da 50 euro, le stesse richieste ricevute, come resto, delle banconote da 20 euro che, in seguito, sono state rivelate false.

Appresi i fatti, i vertici di Trenord hanno formalmente presentato denuncia alla Polizia Ferroviaria che ha prontamente svolto l'investigazione investigativa, culminata con la richiesta di emissione di decreti di perquisizione a carico dei sospettati.

Ottenuti i decreti dalla Procura della Repubblica di Bergamo, gli Operatori Polfer hanno proceduto, a Treviglio e Lecco, alle perquisizioni sia personali che domiciliari nei confronti dei due fratelli. L'operazione ha il permesso di trovare importanti riscontri alle ipotesi del modulo investigativo e di trovare, nella disponibilità dei due indagati, 47 banconote da 20 euro e 5 banconote da 50 euro, ritenute false.

Per i due dipendenti di Trenord è scattata così la denuncia all'Autorità Giudiziaria.

Il Presidente dell'Associazione Codacons, Marco Donzelli, segnala che "tale condotta è punita dall'articolo 453 del Codice penale, il postula che la falsificazione delle monete, la spesa e l'introduzione nello Stato di monete falsificato, è un reato punito con la reclusione da tre a dodici anni e una multa da euro 516 a euro 3.098. 

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È chiaro che attraverso la disposizione il legislatore ha voluto garantire la certezza e l'affidabilità del traffico monetario, quali imprescindibili presupposti di una circolazione monetaria regolare. Depositeremo la nomina di parte offesa e saremo pronti a costituirci parti civili nel prossimo procedimento penale al fine di tutelare tutti i consumatori, danneggiati da questi acquisti. "

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